La protesta
Il Cavallo di Sozzi danneggiato, teppisti a Punta Falcone
Dal Comune massima collaborazione per scultura e parco Gelichi: «Più sorveglianza ma non si può controllare tutto»
Cecilia Cecchi / PIOMBINO
Una zampa spezzata e sbriciolata: appare così, adesso, la scultura del cavallo, in “piazza Aldo Moro e i Caduti di via Fani”. Al Parco di Punta Falcone trionfo di maleducazione e danni. Nonostante i controlli delle forze dell’ordine e dei volontari, i vandali non stanno a casa neanche con l’emergenza sanitaria Covid –19.
Recuperi di parti del “Cavallo che nitrisce” del pittore e scultore piombinese Alessio Sozzi (1920-2010) – nel giardino tra via don Minzoni e viale Giacomo Matteotti dal 1979 – ce ne sono stati, spesso grazie all’intervento di privati cittadini. Purtroppo la zampa sinistra anteriore era già “sofferente. Anche il cemento, negli anni, necessiterebbe rimedi ai danni dell’usura. Stavolta magari se ne è anticipato il distacco con una pallonata imprevista. Da tempo l’area verde non è più frequentata da bambini, mamme e anziani. Difficile vedere qui qualcuno, se non in compagnia di cani. Molti proprietari, però, non sono così attenti da non contribuire all’incuria: sporcizia si somma a sporcizia. Cacche unite a cicche di sigarette, ora magari anche guanti (meno mascherine, visto la minore disponibilità). Qui come ovunque, purtroppo.
Ancor più evidente la situazione di Punta Falcone (visite di controllo dei volontari di Microcosmo autorizzate dal Comune); spesso, nella piazzola dell’osservatorio vengono abbandonati resti di spuntini al volo. Qui è stata spezzata parte della staccionata.
Divelto il basamento del cannone di una riservetta.
«Non sapevano del danno al cavallo di Sozzi, sarà nostra cura occuparcene – risponde l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Gelichi –. Per il parco di Punta Falcone c’è da aspettare il consuntivo di bilancio, ma avevamo già previsto una serie di interventi insieme al quartiere. I controlli ci sono, certo la notte resta difficile. Anche il potenziamento della video sorveglianza e già con risorse attivate non può coprire tutto. Per il decoro urbano? Resta una battaglia dove non si può mai abbassare la guardia».
Magari, intanto, già basterebbero meno sceriffi pronti a controllare chi esce di casa e, da subito, più rispetto condiviso per il bene comune. –
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