Il Tirreno

Lo sport a distanza al tempo del Covid per battere lo stress da quarantena

Francesca Lenzi
Lo sport a distanza al tempo del Covid per battere lo stress da quarantena

In tanti si sono organizzati sui social con video e tutorial Lezioni, esercizi e la speranza di tornare alla vita normale

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PIOMBINO

Se la quarantena per il coronavirus ha fatto emergere in molti la creatività in cucina e ad altri ha permesso di mettersi in pari con le nuove serie tv delle piattaforme a pagamento, a molti sta permettendo di continuare a fare attività fisica anche a casa.

E questo grazie alle palestre, alle scuole di danza e di ginnastica, ai personal trainer, che non si sono arresi alla chiusura e propongono ogni giorno, o quasi, lezioni e video tutorial sui social network, via Skype, o in teleconferenza.

Perché l’isolamento può essere arginato continuando, o iniziando, a tenersi in forma. E, video di istruttori fantasiosi alla mano, essere chiusi in casa non può più essere un alibi.

Ecco allora sessioni in diretta, video collettivi e workout fra le quattro mura, usando solo il proprio corpo, oppure attrezzi di fortuna, come una cassa di acqua minerale.

«Già prima della chiusura totale avevamo creato una chat di gruppo su whatsapp dove tenerci costantemente in contatto per capire gli sviluppi di questa situazione – afferma Alberto Mazzola della palestra Body Line che, insieme ad altri centri sportivi piombinesi, ha dato vita a una sorta di piccola comunità – L’idea è nata in modo spontaneo e ne fanno parte il Body Line, il Living Club, il Morphè, La Sorgente, la Kinesi, Serena Studio Dance e Fitness e Calisthenics Piombino. Ciascuno ha il proprio spazio e fa cose diverse, ma in linea di principio cerchiamo di non accavallare le lezioni. Siamo una squadra unica. Perché lo facciamo? In primis per mantenere un contatto con le persone, per riempire le giornate e perché una vita sana di sport a 360 gradi fa bene. Che dire, ci siamo adattati all’emergenza in modo unito, tenendo occupata la gente nell’unica maniera che conosciamo, cioè facendola restare in movimento».

«Per quanto mi riguarda – prosegue Mazzola – ho fatto e continuo a fare video che cerchino di sensibilizzare, allenandomi a distanza con personaggi più o meno famosi del territorio, come Paolo Marconi del sup, Andrea Luci del calcio e Sarah Fahr del volley. È importante stare a casa oggi per uscire il prima possibile e tornare a lavorare. Questo è un obiettivo comune. Il riscontro finora è buono, anche da persone non propriamente della zona. I social in questo momento si stanno dimostrando particolarmente utili. Siamo contenti, in attesa di ripartire. Stiamo aspettando disposizioni in proposito per iniziare a organizzarci alla riapertura. Intanto il ministro Spadafora ha assicurato che nella prossima settimana cominceranno ad arrivare i famosi 600 euro per i collaboratori sportivi».

«Questo è il momento di fare squadra – dice Mirko Grilli del Living Club – Anche noi stiamo facendo video da casa con i vari istruttori che si alternano e abbiamo ricevuto molti attestati di stima. Offriamo un servizio gratuito per restare in contatto con le persone, e sperando nel futuro. È chiaro che ora come ora la preoccupazione c’è. Il settore è in crisi e aspettiamo di riaprire attenendoci alle disposizioni. È ovvio che speriamo in un aiuto. Altrimenti sarà difficile uscirne senza le ossa rotte. Ci basterebbe intanto il via con le dovute direttive. E poi c’è la fiducia nelle persone e nel rispetto delle regole».

È tutto sospeso anche alla Uisp Piombino che da quasi un mese e mezzo è ferma con tutta l’attività: i campionati di calcetto, la ginnastica piombinese artistica e ritmica, i corsi di ginnastica alla sala soci Coop e i corsi Afa.

«La ginnastica piombinese, con i propri istruttori, sta facendo lezioni e mini-tutorial via Skype con gli allievi – spiega il presidente del comitato Uisp territoriale, Christian Cubattoli – Stessa cosa per i corsi Coop su Facebook, nell’ambito dell’iniziativa lanciata dall’Uisp nazionale “La palestra è la nostra casa”, lo slogan contenitore dell’unione italiana sport per tutti per far fronte all’emergenza coronavirus. Intanto resteremo chiusi almeno fino al 4 maggio. Poi si vedrà il nuovo decreto. In attesa, comunque, della ripartenza dell’attività estiva».

«Dai primi di marzo abbiamo iniziato subito con il fitness a distanza – le parole di Serena Ridi di Serena Studio Dance – Dai primi di aprile in modo costante e strutturato con programmazioni quotidiane e settimanali. Gli interessati possono contattarci su Facebook e verranno inseriti nel gruppo chiuso. Per la danza è più complicato. Lì abbiamo tanti ragazzi ed è fondamentale il contatto umano. A ogni modo non facciamo dirette Facebook, ma lezioni con modalità Zoom. Iniziative gratuite che fanno tutte le palestre piombinesi per restare vicine alle persone. Si resiste. E speriamo nel sostegno del governo. Faccio un esempio: la mia sede a Piombino è comunale, ma quella di Venturina è privata. E l’affitto si continua a pagare. Siamo tutti con l’acqua alla gola».

«Io non faccio tanti video live, ma tutorial che una persona può guardare e seguire quando vuole – afferma Andrea Venturi, personal trainer in forza alla palestra della Sorgente, ora FM Fitness – Già da prima facevo post e davo consigli sull’attività fisica. Ora ho deciso di mettere i contenuti gratuiti per la maggior parte. Mi sembrava giusto farlo. Il resto è simile a prima: per la valutazione del cliente mi faccio mandare l’anamnesi generale, eventuali problematiche e gli obiettivi. Purtroppo credo che, anche alla riapertura, le persone avranno timore a tornare in palestra. Qualcuno non avrà la disponibilità economica per farlo. Penso che l’attività on line debba essere proposta anche dopo dalle strutture, come nuova opportunità».

Anche Agnese Amakala, insegnante “nomade” in giro per la Val di Cornia e non solo, ha continuato su Facebook le lezioni di yoga: «Certo, perché nessuno ha colpa di quello che è successo – spiega – Quando si inizia un percorso va anche concluso. Cosa manca? Beh, il feedback che avevamo in sala. Con i video a distanza si va un po’ a ruota libera. È più un’attività affettiva che di pratica vera e propria». —

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