Gioco
Centro riabilitazione l’Asl tira dritto spazio ai pazienti covid positivi
La sindaca Ticciati contesta i numeri dell’emergenza «C’è qualcosa che non ha a che fare con la medicina»
Manolo Morandini / campiglia
Proiettato nell’emergenza sanitaria da coronavirus. Il piano terra dell’ex ospedale di Campiglia si sdoppia. I 24 posti letto, attrezzati dal 6 aprile, per metà restano nel solco del progetto originario, la riabilitazione di pazienti in uscita dalle Terapie intensive negativizzati al covid-19, i restanti dodici per positivi. Il cambio di indirizzo, come anticipato dal Tirreno, dal quartier generale dell’Asl è dato per deciso.
Devono prenderne atto la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati e la delegazione della Società della salute Valli Etrusche, l’assessore di Piombino Gianluigi Palombi, il collega di Cecina Danilo Zuccherelli e il sindaco di Sassetta Alessandro Scalzini, nella riunione in videoconferenza del 22 aprile con la direzione dell’Azienda sanitaria.
«Non discuto l’autorevolezza e la competenza di chi ha fatto il progetto su Campiglia – afferma Ticciati –. Se mi assicurano che non ci sono situazioni di pericolo non lo metto in dubbio. Ma non ci si può riunire per confrontarsi senza aver avuto modo di esaminare le carte». A questo proposito oggi la sindaca farà formale richiesta all’Asl per avere copia del progetto e dei protocolli che verranno seguiti. «Non è accettabile che si possano superare a piè pari il sindaco e la Società della salute – prosegue –. Non condivido questo approccio tecnicistico. A che cosa è servito istituire la conferenza dei sindaci della Società della salute? Sulle scelte strategiche serve compartecipazione. Sarebbe stato sufficiente tre settimane fa mettersi tutti a un tavolo e avremmo compreso la situazione e trovato il giusto percorso». Invece, all’epoca «è stato condiviso un progetto che oggi viene completamente stravolto». I margini per fermare il progetto sembrano non esserci. E poiché di risposte non ne hanno avute, Ticciati e gli altri rappresentanti hanno chiesto di istituire un tavolo permanente per monitorare e valutare eventuali criticità. «Che cosa si farà al termine dell’emergenza? – chiede – Voglio garanzie e non impegni generici per il distretto di Campiglia e la riabilitazione che potrebbe essere potenziata».
A smontare l’urgenza di trasformazione del Centro di riabilitazione in una struttura covid è il segretario Uil–Fpl Paolo Camelli. «Allo stato attuale la Usl Nord ovest dispone di 351 posti letto covid liberi di cui 40 nella zona Sud (Livorno) e 28 di cure intermedie disponibili sempre a Livorno – dice –. In questa fase di riduzione del contagio e della gravità della patologia occorre ripensare l’utilizzazione di questi posti letto in funzione dei bisogni assistenziali prevalentemente riabilitativi». Che aggiunge: «L’azienda nella zona della Versilia ha adottato un giusto provvedimento: riconversione di posti letto covid per mantenere in ospedale le persone uscite dalle Terapie intensive, ma non ancora guarite, e invio al centro di riabilitazione di Barga dei pazienti guariti e con due tamponi negativi. Al contrario su Campiglia si chiude la riabilitazione per fare spazio ad attività che avrebbero potuto trovare spazio nelle strutture ospedaliere di Livorno e Cecina». Sui numeri del sindacato Ticciati tira le conclusioni: «Se fosse vero sarebbe ancora più grave – sottolinea –. Denuncerebbe qualcosa di più nebuloso che non ha a che fare con la medicina e l’emergenza sanitaria». —
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