La protesta
Addio ad Aurelio del Sarto, storico dirigente di calcio e basket
Ex segretario di Us Piombino, Riotorto e Golfo, aveva 72 anni. La grande passione per la Mens Sana e il Palio di Siena
PIOMBINO. non ti dava pacche sulle spalle, non ti abbracciava. E non ti dava la mano. Ti trillava il lobo dell’orecchio. Ecco, quando faceva questo, significava che ti considerava un amico. O almeno che gli eri simpatico.
Aurelio Del Sarto aveva uno stile tutto suo, modi di fare che a volte sembravano appartenere a epoche lontane. Aveva anche un’eleganza innata: i vestiti firmati, la cravatta, il baffetto, il borsetto sotto il braccio. E aveva tanti, tantissimi amici che ora lo piangono.
Aurelio è morto mercoledì 22 nella residenza assistita dell’Hotel Phalesia, dove era stato costretto a trasferirsi da quando non era più autosufficiente. Il diabete gli aveva lentamente portato via le gambe lasciandolo su una carrozzina. Eppure lui non si era mai arreso. Finché ce l’ha fatta, ha continuato a seguire sia il Palio che le partite di basket al Palatenda. E a uscire per una pizza. Gli amici lo andavano a prendere e lo riportavano nella sua stanza, dopo serate piene di battute e di scherzi, di affetto e di tante cose buone. Ma da alcuni giorni le sue condizioni erano peggiorate e ieri, al culmine dell’ultima crisi respiratoria, il suo cuore ha detto basta.
Aurelio aveva 72 anni e ha vissuto le proprie passioni fino in fondo: il calcio, il basket e tutto quel che ruotava attorno a Siena, dal palio alla Mens Sana di cui era un accanito tifoso.
«La passione gliela trasmise la seconda moglie del padre – racconta uno dei suoi amici più cari, Alfio Carli – Lei era di Siena come me. Ci prendevamo in giro anche su questo, io che venivo dalla contrada del Nicchio e lui che tifava per quella dell’Oca. Calcisticamente invece era un tifoso dell’Inter».
Ex operaio Magona, Del Sarto aveva lavorato per tutta la vita all’esattoria comunale di via Volta. Poi era andato in pensione. Non si era mai voluto sposare e la sua «eredità» era uno dei tanti tormentoni, motivo di battute fra gli amici. La sua vita era scandita dal lavoro, dai pranzi al ristorante (preferibilmente al Centrale dell’amico Roberto Chiarugi), dagli aperitivi e dalle discussioni infinite al bar Cristallo. E dallo sport.
Negli anni Novanta era fisso al Magona, come segretario dell’Us Piombino e poi presidente del settore giovanile nerazzurro. «Un generoso – dice ancora Carli – sempre pronto a organizzare pizzate per i giocatori, anzi “per i ragazzi”, a dare il proprio contributo ai tornei, a pagare di tasca propria un corredo se non un allenatore». Lasciato il Piombino, Del Sarto entrò nel consiglio direttivo del Riotorto, dove rimase per molti anni. Poi chiuse con il calcio e si dedicò alla palla a spicchi, entrando nella segreteria del Basket Golfo e nel consiglio della Pallacanestro Piombino.
Anche qui, ha lasciato un segno profondo. Ottorino Lolini, presidente del Basket Golfo, lo ricorda come «pignolo e puntiglioso nella riscossione delle quote, sempre presente agli allenamenti e alle partite, sempre pronto a ritrovi festerecci. Era molto affezionato ai giovani atleti e ai bambini e mi piace ricordare una frase che spesso era sulla sua bocca: “Ora vado a vedere i miei ragazzi”. Lo diceva tutte le volte che si apprestava a vedere un allenamento o una partita del settore giovanile. È stato uno di quei dirigenti che, con convinzione e determinazione, ha creduto e sostenuto il progetto di un basket femminile a Piombino. Dietro quell’apparenza, a volte voluta, di uomo dal carattere polemico e burbero, c’è sempre stato l’uomo buono e generoso che abbiamo conosciuto, l’uomo sempre presente nell’organizzazione di eventi, sempre pronto ad avere parole di incoraggiamento per gli atleti. Ricordo con piacere i momenti passati insieme dopo le partite casalinghe, e il sostegno che ci dava nell’organizzare le trasferte. Purtroppo, visto il momento critico che stiamo attraversando, non potremo darti il saluto che avresti meritato. Con il cuore, anche se simbolicamente, ti doniamo le sciarpe delle squadre alle quali non hai mai fatto mancare il tuo sostegno: Mens Sana Siena e Basket Golfo Piombino. Il basket piombinese ti sarà sempre riconoscente per il contributo che hai dato. Ci mancherai».
«Purtroppo Aurelio ci ha lasciati – scrivono gli Ossi Duri 1990, il gruppo di ultrà della Mens Sana formato da appassionati della nostra zona – ma nel nostro cuore resterà per sempre il ricordo delle tante emozioni legate alla nostra fede sportiva e di contrada, ai momenti spensierati vissuti con un amico sincero, una persona semplice e generosa a cui tutti volevano bene».
Su Facebook sono centinaia i messaggi di saluto. «No Aurelio, questa Mossa non è buona – scrive un altro suo grande amico, Stefano Ceccarelli, sotto la foto del cavallo dell’Oca – ma nessun mortaretto è scoppiato e i cavalli son già quasi a San Martino. È andata così. Avevo da anni questa foto, ma solo pochi giorni prima dell’inizio del Covid ero riuscito finalmente a incontrare Giovanni Atzeni per fartela autografare. Dove stavi tu nell’ultimo periodo non era più facile potertela far avere. Stavo aspettando che passasse tutto, so che ti avrebbe reso felice. Invece mi è rimasta qui. Appena sarà possibile te la porterò, nel posto dove ti metteranno a riposare; mi piace pensare sotto un lieve strato di tufo, a noi tanto familiare. Continuerai a parlare di Palio e a toccare l’orecchio di chi avrai di fronte; magari adesso potrai farlo direttamente con il Gentili, con Lazzero o con il sor Ettore, seduti in Fontebranda. Sarò ancora in piazza e un pensiero per te volerà dal Campo a ogni nuova vittoria del tuo Paperone». —
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