Gioco
«Grazie per la musica nel giorno di Pasqua»
I detenuti del carcere elbano ringraziano chi ha permesso di celebrare la ricorrenza nonostante il coronavirus
PORTO AZZURRO
I detenuti del carcere di Porto Azzurro ringraziano attraverso il nostro giornale per aver potuto festeggiare, seppur con le limitazioni imposte dal coronavirus, la Santa Pasqua. Lo fanno attraverso una lettera che è stata recapitata dall’istituto penitenziario De Santis alla redazione del Tirreno.
«Nel giorno di Pasqua, in un momento così difficile per l’Italia e per il mondo intero, lontani dai nostri cari, più soli e tristi che mai in questa situazione di emergenza che si avverte anche nella tranquillità e nella quiete della splendida isola d’Elba, dove, a Porto Azzurro, si trova la casa di reclusione “Pasquale De Santis”, venuta a mancare anche la celebrazione della funzione religiosa e la presenza del nostro vescovo a causa delle prescrizioni del decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte – raccontano i detenuti – noi detenuti abbiamo tuttavia trovato sostegno e comprensione grazie all’iniziativa intrapresa dal direttore Francesco D’Anselmo e dalla comandante Giulia Perrini, forti anche della vicinanza dell’area trattamentale e confortati dalle parole scritte per noi detenuti dal nostro cappellano don Francesco e dalla professoressa Licia Baldi a nome dell’associazione “Dialogo”». .
Così, raccontano i detenuti in una lettera inviata al Tirreno «in una semplice cerimonia, tenute scrupolosamente le dovute distanze, è stata la musica a illuminare la nostra Pasqua con la melodia di una splendida “Ave Maria” e con le note dell’Inno nazionale. E questo è stato possibile grazie all’assistente della polizia penitenziaria Giuseppe, esperto e appassionato di musica. E serenità e speranza ci hanno donato le parole ricche di umanità della comandante, mentre il discorso del direttore, oltre a tranquillizzarci, ci ha fatto sentire concretamente la vicinanza cordiale dell’amministrazione penitenziaria alla nostra condizione di reclusi».
«Grazie per questa iniziativa – aggiungono i detenuti del carcere di Porto Azzurro – e ancora grazie al direttore, per la cui tenacia questa casa di reclusione è diventata davvero un istituto rieducativo e risocializzante e in particolare riesce a dar vita a tutta una serie di attività lavorative all’interno e all’esterno del carcere, in vista di un futuro reinserimento onesto nella società». –
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