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Enrico, l’elbano che studia come il virus cambia l’economia

Stefano Bramanti
Enrico, l’elbano che studia come il virus cambia l’economia

L’economista marinese di 28 anni lavora come ricercatore al Sant’Anna ha conseguito un dottorato all’Università pisana in management e attualità

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A 27 anni Enrico Lupi ha conquistato il dottorato di ricerca in economia; ora ne ha 28 ed ha avviato una carriera accademica nella scuola superiore di Sant'Anna a Pisa. Un giorno, magari, potrà diventare professore universitario. Il giovane, di Marciana Marina, deve tutto alla sua grande intelligenza, alla capacità di studio assiduo e determinato che gli consente di raggiungere obiettivi importanti. Ha pure una vera fede che lo sorregge se capitano, di rado, momenti difficili per i suoi studi, come quando poco più che 20enne si ritrovò a Goteborg, alle prese con gli accademici svedesi. Enrico ha quindi ottenuto il dottorato di ricerca, dopo la laurea magistrale in economia a pieni voti e ora s’impegna nel suo laboratorio di “Management e sanità” per mettere a fuoco il tema d'attualità: il rapporto tra il temuto coronavirus e l'economia italiana. Un'altra delle sfide della sua giovane vita.

Enrico ripercorre con il Tirreno alcune sue tappe del passato. Partiamo dalla conclusione degli studi superiori al Cerboni, dove Lupi si diplomò in ragioneria nel 2010, con il 100 e lode. E nella sua scuola è tornato due anni fa per fare una supplenza, la prima come docente di matematica. «I miei percorsi universitari, dopo il diploma, sono stati ardui ma li ho superati tutti – dice – e devo essere grato alla professoressa Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l'artefice di un clima positivo e valido in un ambiente di lavoro favorevole e devo ringraziare pure la mia supervisor, la professoressa Chiara Seghieri, docente della scuola di studi internazionali, che ha avuto un ruolo importante nel il mio sviluppo professionale».

I due anni di studio per conquistare la laurea magistrale, terminata nel 2015, dopo la triennale, è stato un percorso finale, da svolgere tutto in inglese. La tesi con cui si è laureato ha analizzato le dinamiche demografiche ed economiche, nell'Africa subsahariana, in uno scenario duro: quello che registrò il fenomeno pesante dell'Hiv, noto anche come Aids.

Enrico ha analizzato il rapporto della situazione sanitaria con le dinamiche economiche. «Ho poi vinto una borsa per il dottorato a Tor Vergata a Roma – dice proseguendo nella sua narrazione – per cui mi sono trasferito da zia Daniela e i miei cugini e successivamente mi sono affacciato al mondo della ricerca. Ho svolto anche un impegno in Svezia, a Goteborg, un periodo duro in un non facile ambiente accademico. Nonostante ciò ho finito la tesi di dottorato e l'ho consegnata, discussa e vinta, nell'aprile 2019. Ora ho 28 anni e dopo tanti anni di studio ho ottenuto la stima di tante persone».

Enrico ha fatto poi domanda per entrare nel mondo accademico, avendo già acquisito il dottorato, ed è stata accolta dal Sant'Anna. «Dico ai giovani – riflette ancora Lupi – che bisogna scommettere su se stessi con determinazione per raggiungere obiettivi qualificanti. Ci sono sacrifici, ma nel lungo periodo tutto viene ripagato. E il mio pensiero va ai miei genitori, il loro ruolo è stato fondamentale, mi hanno dato sostegno economico e quello psicologico, emotivo e affettivo. Il distacco dall'isola è difficile per i giovani che vanno a studiare, più di duro di altri casi, c'è di mezzo il mare e vorrei anche sottolineare che la fede in Dio è stata determinante. Al Sant'Anna sono entrato come post-doc, ricercatore post-dottorato con un assegno di ricerca. Ho avviato la mia esperienza nella scuola universitaria di Sant'Anna, una fra le migliori d'Italia. Mi sto occupando di economia sanitaria e sono rimasto sorpreso in maniera positiva dall'ambiente che ho trovato. Sono stato subito inserito all'interno del laboratorio di “Management e sanità”, per studiare il rapporto tra salute, sanità e società anche nell'ambito di un progetto europeo. Punti chiave della ricerca sono: l'isolamento della malattia, il cambio della vita dei pazienti, il capire le best practices. C'è poi da creare delle linee guida per favorire un miglior trattamento, la diagnosi, al fine di minimizzare i costi e massimizzare la qualità della vita del paziente. Occorre una ottimizzazione della qualità e dei costi nella società italiana. Una fortuna trovarmi in un laboratorio multidisciplinare, anche con analisi e studi matematici e statistici, un lavoro di squadra che favorisce la mia crescita professionale. Sono soddisfatto dalla stima dei colleghi e dei responsabili scientifici. Mi fanno continuamente apprendere strumenti nuovi: l'economia contamina tutti i settori della vita sociale e deve essere applicata, per capire bene cosa si deve fare per migliorare la vita di tutti». —

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