Il Tirreno

Presidio libera  

Dal rischio d’usura ai costi sociali per l’emergenza Appello ai sindaci

Dal rischio d’usura ai costi sociali per l’emergenza Appello ai sindaci

Lettera aperta dell’associazione di S. Vincenzo e Castagneto per esprimere sostegno all’impegno delle amministrazioni

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san vincenzo

Le politiche sociali non sono un costo. Sta in queste parole del presidente di Libera don Luigi Ciotti il senso della lettera che il locale Presidio “Rossella Casini” di San Vincenzo e Castagneto Carducci ha inviato ai sindaci dei due Comuni, Alessandro Bandini e Sandra Scarpellini, per esprimere «la partecipazione e il sostegno della nostra associazione all’impegno profuso dalla vostra amministrazione comunale davanti alla crisi scatenata dalla pandemia da coronavirus».

Il Presidio è impegnato con una rete di associazioni locali a sostenere concretamente le fasce più deboli della popolazione con il progetto “La speranza è di tutti”, una raccolta di fondi con cui acquistano generi alimentari, destinati alla Croce rossa di San Vincenzo e alla Caritas di Donoratico per il loro servizio dei pacchi alimentari. «È fondamentale l’azione di sostegno fin qui sviluppata dalle istituzioni, a partire dai Comuni, dalle associazioni, dalle migliaia di operatori sanitari verso le persone colpite dal virus, così come verso le tante sospese dal lavoro, i tanti che l’hanno perso o che non lo ritroveranno nell’imminente stagione turistica – sottolineano –. Altrettanto preoccupante è il futuro delle imprese locali, a partire da quelle del settore turistico e commerciale e del loro indotto: tante probabilmente non riapriranno, o lo faranno a ranghi ridotti. Nell’agricoltura invece accade il contrario, il lavoro c’è, ma mancano i lavoratori. Situazioni che mostrano i tanti problemi e contraddizioni che questa crisi sta causando, destinate ad aggravarsi». Contesto in cui «si stanno insinuando e trovando nuovo vigore mafie, usura e corruzione, pronti ad approfittare delle difficoltà altrui e dell’enorme massa di denaro pubblico che si sta attivando – affermano –. Si presentano come “prestatori” di aiuti, magari “veloci e immediati”, a fronte della “lentezza” delle istituzioni, che devono rispondere a criteri di equità e trasparenza».

Scopo della lettera aperta è di «dare un contributo alla lettura e all’analisi di questi fenomeni criminali, letali quanto il covid-19. Tutti ricordiamo che, proprio un anno fa, in molti Comuni di questa provincia sono stati confiscati beni per oltre 4 milioni di euro ad una famiglia di Donoratico, sulla base di una misura di prevenzione patrimoniale, il cui capofamiglia è stato successivamente condannato, dal Tribunale di Livorno in primo grado, a 12 anni per usura aggravata. Una situazione criminale che si è generata negli anni precedenti e che, nonostante condizioni economiche ben diverse dalle attuali, ha trovato un terreno fragile dove attecchire e prosperare». E a questo proposito si augurano «che non venga abbassata la guardia rispetto a questa situazione».

Una domanda da cui partire: «Le tante attività economiche e i cittadini dei nostri territori, colpiti dalla crisi, come si muoveranno per uscirne?». «Oggi le mafie e gli usurai si presentano “educatamente” e forti della loro fama, prestano soldi quasi a tasso zero, “aiutano”, rinviano gli incassi del “dovuto”, magari allentano la pressione, finanziano imprese per non farle chiudere (e poi non ne escono più), ma faranno di tutto per evitare che le loro vittime si rivolgano ad altri – dicono dal Presidio –. Insomma fanno politica economica, la loro, così come curano il loro “stato sociale” che, sì, assiste, ma sempre in cambio di qualcosa. Usura a tasso basso per il consenso sociale. La storia del nostro Paese ci insegna anche che nelle emergenze, dove la velocità di intervento è fattore centrale, l’allentamento dei controlli sui flussi finanziari e sui beneficiari (e sugli eventuali prestanome), sulle regole degli appalti pubblici, una semplificazione e un accentramento delle decisioni, sono stati, purtroppo, ghiotte occasioni di corruzione e infiltrazioni mafiose». —

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