Gioco
«Cancellare tutti i tributi del 2020 alle imprese del settore turistico»
Una lettera ai sindaci di aziende e partite Iva con più di 300 firme Al centro la crisi e l’esigenza di investire per adeguare le strutture
l’appello
Aziende e partite Iva, un gruppo nato su un gruppo Facebook, chiamato “Ripartiamo senza tasse», lancia un appello ai sindaci di Piombino, San Vincenzo, Campiglia e Suvereto, oltre che al presidente della Regione, per chiedere una serie di interventi.
Le loro richieste sono in una lettera che conta più di 300 firme: tra loro ci sono ristoratori, balneari, titolari di locali legati all’economia turistica.
Spiegano nella lettera di essere «aziende che rappresentano la gran parte del tessuto connettivo della nostra economia che danno lavoro a tante persone che possono così mantenere le proprie famiglie. Famiglie che, mai come in questo momento, hanno bisogno di aiuto, di supporto, di attenzione, ma anche di fatti concreti e di impegni da parte delle Istituzioni. Noi – come Aziende – ci siamo. Ci siamo sempre stati e, speriamo, continueremo a esserci».
Spiegano dunque nella lettera di essere «preoccupati per il nostro futuro e per quello dei nostri dipendenti. Alla luce di ciò che è accaduto al nostro Paese, dovremo metter mano al portafogli e continuare a investire per poter apportare le modifiche strutturali che i nostri legislatori decideranno per far sì che si possa lavorare in tutta sicurezza».
Per questo «pubblici esercizi, balneari, alberghi, ristoranti, pizzerie, villaggi turistici, residence, negozi al dettaglio e tutte quelle aziende di servizi che hanno gran parte del loro fatturato dipendente dalla clientela turistica della Val di Cornia, chiedono con forza la cancellazione per l’anno in corso di tutti i tributi regionali e comunali per le aziende e per i dipendenti per ridare slancio all’economia fin troppo bistrattata sino ad oggi».
Il gruppo di imprenditori chiede inoltre «una rimodulazione verso il basso o una cancellazione di tutte le tasse, imposte, tributi e contributi afferenti alla normale gestione delle aziende anche a livello nazionale, nonché contributi a fondo perduto per sostenere i costi per gli adeguamenti delle strutture ai nuovi parametri di sicurezza».
Perciò chiedono aiuto ai sindaci «per far si che si torni presto a poter far fronte a tutto ciò che è nostro dovere fare, ovvero, far ripartire il volano dell’economia».
« Se non si potessero soddisfare le nostre richieste – proseguono – il rischio sarebbe di veder congelate la maggior parte delle aziende per l’anno in corso. Per questo siamo a disposizione per aprire urgentemente un tavolo per gli approfondimenti operativi che saranno necessari per scongiurare una chiusura in massa delle attività nel nostro territorio». —
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