Gioco
Aut aut dal Comune all’Azienda sanitaria «Indisponibili per altri progetti»
L’amministrazione è in attesa di un confronto con l’Asl dopo il ricovero di due pazienti positivi al coronavirus
Manolo Morandini / CAMPIGLIA
«Non siamo disponibili ad accettare nessun altro tipo di progetto che non sia quello che abbiamo condiviso». La sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati lo dice ai suoi cittadini perché Azienda sanitaria intenda, in attesa del tavolo di confronto che «ho sollecitato, ma non c’è ancora stato». Così in scia al caso del centro di riabilitazione di Campiglia che dal 6 aprile è diventato il riferimento dell’Area Sud dell’Asl Toscana Nord ovest per i pazienti in uscita dalle terapie intensive negativizzati al covid-19. Struttura dove invece, per almeno 24 ore, sono stati ricoverati due pazienti positivi. E se la voce non fosse uscita da quel palazzo il 10 aprile la soluzione non sarebbe stata così immediata. Le persone sono state trasferite a Cecina, negli spazi dell’ospedale di comunità che è stato predisposto proprio per questo tipo di casi.
A distanza di giorni dall’Azienda sanitaria non è stata data ancora nessuna spiegazione sull’accaduto. La sindaca parla di una vicenda che si è trovata da affrontare con «disagio e difficoltà». E sottolinea: «L’ho scoperto di fatto due giorni dopo dall’avvio del progetto, grazie alla fiducia che in me hanno riposto gli operatori della struttura e i sindacati». «Ho chiesto un tavolo di concertazione con l’Azienda sanitaria – prosegue –, insieme agli operatori e ai sindacati, ma purtroppo non l’ho ancora ottenuto. L’ho nuovamente sollecitato, perché non voglio distrarmi da questa situazione. Ho richiesto anche una nuova convocazione della giunta della Società della salute Valli Etrusche per affrontare tra gli altri anche il tema di Campiglia. Non mi tiro indietro di fronte alle responsabilità. Come amministrazione avevamo messo a disposizione una struttura privata per ospitare i pazienti covid, ma non abbiamo mai dato il nostro assenso per farli entrare all’interno di quella riabilitativa di Campiglia».
Se confronto con l’Asl sarà, il punto fermo è il progetto per il centro di riabilitazione arrivato sul tavolo dell’amministrazione comunale una manciata di giorni prima dell’avvio in concreto. «Ho accolto con entusiasmo il progetto inizialmente presentato dall’Asl perché destinato a pazienti con doppio tampone negativo in uscita dalla terapia intensiva, che avessero quindi bisogno di riabilitazione respiratoria e fisica. Se così non è lo diciamo chiaramente: non siamo disponibili ad accettare nessun altro tipo di progetto. E mi batterò e proverò a far sentire la mia voce per riattivare quella lista di attesa di persone che devono fare riabilitazione ma che non sono stati colpiti da covid che mi risultano essere fermi a casa».
C’è anche il tema della riabilitazione dei bambini con bisogni speciali. «Le attività si sono interrotte con lo scoppiare dell’emergenza covid-19, molto prima della trasformazione della struttura di Campiglia in centro di riabilitazione post covid – sostiene la sindaca di Campiglia Ticciati –. Siccome conosciamo le difficoltà che vivono le famiglie costrette alla quarantena, 24 ore su 24 impegnate con questi bambini speciali, abbiamo deciso di mettere a disposizione una struttura comunale per far riprendere immediatamente le terapie, non si può aspettare oltre. Questa settimana dovremo essere in grado di partire». —
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