Gioco
Rimateria verso il concordato nominato il commissario
A verificare gli adempimenti previsti dalla procedura la commercialista Ozia Respinta dal Tribunale di Livorno la richiesta di avere 4,3 milioni da Lucchini Spa
Manolo Morandini /Piombino
Accolta dal Tribunale di Livorno l’istanza di concordato fallimentare presentata da Rimateria. Nominata commissario giudiziale la commercialista livornese Francesca Ozia. Si tratta di un primo passaggio a fronte di una procedura che nell’arco di un mese prevede che ai creditori dell’azienda sia presentato un piano di ristrutturazione dei debiti e soddisfazione dei crediti. C’è un’altra novità che viene dalle aule di tribunale: il 7 aprile è stata respinta la domanda dell’azienda di Ischia di Crociano di ammissione al passivo di Lucchini Spa in amministrazione straordinaria per 4, 3 milioni di euro.
Verso il concordato
Il Tribunale di Livorno dovrà valutare la sostenibilità del concordato in continuità che dovrebbe essere del tipo diretto, cioè con il debitore che prosegue nella sua attività anche dopo il deposito della domanda di concordato e fino all’esecuzione della proposta. All’omologa del piano si accompagna anche una moratoria, fino a due anni, cioè una dilazione integrale dei pagamenti, per consentire di utilizzare la liquidità per la gestione dell’impresa. Il commissario giudiziale Ozia, in particolare, dovrà verificare l’adempimento del concordato.
Lo scenario ha preso forma a febbraio nel consiglio di amministrazione Rimateria a cui è seguito il via libera dei soci – ex Asiu in liquidazione, Navarra Spa e Unirecuperi Srl – nell’assemblea straordinaria all’inizio di marzo.
Gli interventi per la progressiva riqualificazione dell’area di Ischia di Crociano e la conseguente minimizzazione degli impatti ambientali legati all’impianto necessitano di importanti investimenti e dunque di risorse da parte della società. Nel cosiddetto Cono rovescio dal 17 marzo sono ripresi i conferimenti dei rifiuti. Restano circa 150mila metri cubi di volumi disponibili. Spazi che sulla base delle prescrizioni date dalla Regione dovranno essere riempiti di pari passo con le opere di riqualificazione e messa a norma da realizzare a scadenze fissate nel cronoprogramma. Limitazioni stringenti, che prevedono ogni mese possano essere smaltite fino a 8. 500 tonnellate di rifiuti, che in termini di spazio equivalgono a circa 7. 100 metri cubi. Il tutto per un ricavo mensile, sulla base dei valori di mercato, stimato in 900mila euro. Quegli spazi del cono rovescio sfiorano i 20 milioni di euro in termini di ricavi, ma la cifra deve essere valutata con la storia che si porta dietro l’azienda e i tempi fissati per gli adeguamenti.
In questi mesi di stop, le attività di conferimento rifiuti erano bloccate dal 15 novembre scorso proprio a causa di una diffida regionale, sono stati i soci privati a finanziare gli stipendi dei 44 dipendenti e la tenuta in sicurezza della discarica. Nel consiglio di amministrazione del 27 febbraio non si sarebbe trovata la quadra su come intervenire per rimettere in marcia i motori dell’azienda. Da parte dei soci con capacità di spesa, ovvero Unirecuperi e Navarra, non ci sarebbe intesa sulla misura di un ulteriore impegno finanziario. Mancati apporti di capitale che devono essere scontati degli impegni già sostenuti e dello scenario tutt’altro che roseo. Da qui il passo obbligato del concordato che avrebbe il pregio di dare tempo a Rimateria e di metterla al riparo da azioni da parte dei creditori.
Il soldi Lucchini
Lucchini Spa in amministrazione straordinaria in base alla richiesta presentata da Rimateria avrebbe dovuto mettere sul piatto 4, 3 milioni di euro. A tanto ammontano gli oneri che in base alla ricostruzione dell’azienda di Ischia di Crociano avrebbe dovuto accantonare per la chiusura e la gestione post operativa della propria discarica, che a tutti gli effetti da luglio 2019 è in carico a Rimateria. La domanda di ammissione al passivo in prededuzione, ovvero con il diritto di essere pagati con precedenza rispetto a qualunque altro creditore partecipante al concorso, ancorché privilegiato è stata ritenuta infondata. Al pronunciamento si è arrivati il 7 aprile dopo un ampio contradditorio, con memorie scritte e discussione in udienza. “La domanda appare del tutto infondata”, si legge nel dispositivo del giudice delegato Massimo Orlando. —
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