Italia
Test sierologici, tante richieste nei laboratori privati di analisi
Definito l’accordo in Regione e in 61 hanno dato disponibilità per lo screening Accreditamento ancora in corso, a breve si saprà a chi potersi rivolgere
PIOMBINO
Tosse, naso chiuso, mal alla gola e alla testa. Disagi fisici che possono aver coinvolto un gran numero di persone che ora pensano di essere tra i contagiati Covid-19 asintomatici.
Ecco perché in tanti, tra i residenti anche in Val di Cornia, vorrebbero fare il test per individuare gli anticorpi contro il Coronavirus nel sangue; non importa se ancora non sono del tutto utili e affidabili.
Con il passaggio dall’impossibilità di potersi rivolgere ai laboratori privati, all’apertura della Regione con l’accordo di martedì scorso, le richieste si sono moltiplicate ai laboratorio analisi Camici in piazza Costituzione a Piombino e Biosystem, in via dell’Industria a Venturina.
Comunque grande interesse. Dalla ricerca degli anticorpi in chi si è infettato e ha sconfitto il virus potrebbe passare una parte della soluzione alla pandemia. Tant’è che in parecchi guardano proprio a questi test sierologici come al mezzo giusto per sapere quanti si sono contagiati e soprattutto quanti potrebbero tornare alla vita normale senza rischiare di ammalarsi. Patentino di immunità per la sicurezza degli altri, ma anche per sentirsi più tranquilli.
Svolta decisiva, dunque, martedì scorso quando «è stato definito l’accordo quadro – come ha annunciato direttamente il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. – con le rappresentanze dei laboratori privati per l’effettuazione dei test sierologici. Sono 61 i laboratori privati – ha confermato Rossi – che hanno risposto all’avviso di manifestazione di interesse di Estar dando la propria disponibilità ad effettuare test per conto della Regione ad integrazione del lavoro già fatto dal servizio sanitario nazionale».
Dunque 61 laboratori partecipano per lo screening a qualcosa come 400mila persone. Dopo lavoratori della sanità pubblica e privata, agli ospiti delle Rsa e agli operatori delle stesse, forze dell’ordine, i volontari e le badanti si passerà a un secondo blocco di cittadini (sempre su indicazione della Regione) con priorità ai lavoratori maggiormente esposti al contatto con altre persone, come i lavoratori della piccola e grande distribuzione alimentare, delle aziende che si occupano della raccolta dei rifiuti, dei dipendenti pubblici che hanno contatto con l’utenza, degli operatori degli uffici postali, bancari, operatori di servizi a domicilio, riders, personale che si occupa di consegne a domicilio, giornalisti, edicolanti, operatori del trasporto pubblico, delle pompe funebri, i tassisti, chi lavora nella logistica in genere, il personale dei consolati e quello portuale. La Regione fornirà ai privati che ritengono di aderire a questa iniziativa almeno 250mila test sierologici a fronte della loro disponibilità ad effettuare almeno 10mila test al giorno.
Ma su commissione del servizio sanitario regionale i laboratori privati potranno effettuare altri esami sierologici in forma privata a quei soggetti appartenenti alle categorie di filiera essenziale (Dpcm dell’11 marzo), ad un costo complessivo di circa 25 euro. Definizione di accreditamento ancora in corso, ma arrivando le prime risposte negative, presto si saprà a chi rivolgersi. –
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