Gioco
Demolizione più vicina per l’ex distributore all’inizio di corso Italia
Incaricata dal Gruppo Api un’azienda specializzata Roventini: «Manca solo la richiesta dei permessi»
san vincenzo
Si fanno concrete la cessazione e smantellamento dell’impianto di carburanti a lato di corso Italia, all’altezza di piazza Gramsci. All’operazione si accompagnano anche la rimessa in pristino dello stato dei luoghi e la bonifica del suolo.
A quanto indicato il 21 gennaio nell’ordinanza del Comune di San Vincenzo a carico dei vertici del Gruppo Api – a cui fanno capo i punti vendita di carburanti a marchio IP – segue la richiesta dell’azienda incaricata dell’intervento, la Connex Co Srl, agli uffici comunali per istruire le pratiche necessarie all’intervento. Ed è un punto di svolta per una vicenda che dopo il ritiro dell’ultimo gestore, da troppi mesi aveva segnato con il degrado quegli spazi oltre le transenne che chiudono l’area.
«La società ci ha contattato per eseguire i lavori di rimozione dell’impianto – conferma l’assessore allo Sviluppo economico Massimiliano Roventini –. Siamo molto soddisfatti per il risultato che abbiamo raggiunto». Che aggiunge: «L’area di cantiere che delimitava il distributore era veramente indecorosa per chi entrava nel centro di San Vincenzo. Siamo solo in attesa della richiesta da parte della società di tutti i permessi per la rimozione e bonifica dell’area interessata».
La convenzione per l’occupazione del suolo pubblico di quello spicchio di terreno tra corso Italia e piazza Gramsci risale al 9 maggio 1956. Ma non è tanto il fatto che sia datata a colpire quanto il tempo che è trascorso dalla disdetta che risale al 1992 ad oggi. Da allora il suolo pubblico non è mai stato rilasciato. E l’attività di distribuzione dei carburanti è proseguita. Anche dopo il 2005, quando è arrivata la dichiarazione di incompatibilità con quel contesto urbano.
Queste le operazioni che scandiranno il cronoprogramma dei lavori: rimozione di tutte le attrezzature e degli impianti sopra e sottosuolo, caratterizzazione del terreno e se necessario bonifica del suolo. Tra l’altro sarà necessaria un’indagine ambientale da eseguire sotto la supervisione dei tecnici Arpat prima del riempimento degli scavi, per la caratterizzazione del sito, mirata a rilevare l’eventuale presenza di sostanze inquinanti. — M.M.
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