Gioco
Lacrime e ricordi a Marciana Marina È morto a 82 anni “Pierino della banca”
Pierambrogio Franceschini era una persona amata in paese Fu lui, bancario, a inventarsi la corsa in montagna sull’isola
MARCIANA MARINA
È morto Pierambrogio Franceschini (avrebbe compiuto 82 anni a maggio prossimo), conosciuto in tutto il paese (e non solo) come Pierino della banca, riferendosi al Monte dei Paschi di Siena, nella cui agenzia di viale Vadi ha lavorato fino alla pensione.
Uno degli uomini più benvoluti del paese. Una «brava persona», come lo ricorda la figlia, Federica, a cui era difficile non volere bene. Ma il cruccio maggiore è rappresentato dal fatto che alle sue esequie che saranno celebrate in queste festività pasquali, non ci sarà nessuno. Tranne i familiari più stretti. Colpa, come sottolinea Umberto Mazzantini, di questa maledetta pandemia che obbliga la gente a restare nelle proprie case. E molti fra conoscenti, amici, semplici paesani e generazioni di atleti avrebbero voluto riempire la navata della chiesa di Santa Chiara, per rivolgere a Pierino l’estremo saluto e stringersi attorno ai familiari per condividere il dolore della perdita. Siamo sicuri che il tempio non sarebbe riuscito a contenere tutti. Davvero un brutto colpo allo stomaco questa assenza forzata di gente attorno alla bara, lui che alle feste ferragostane che organizzava anche nel suo giardino voleva tutti. Senza distinzioni. E che, se si presentavano solo una ventina di persone, avrebbe considerato l’appuntamento non perfettamente riuscito. Per ognuno una battuta da toscanaccio dal cuore grande, che però aveva il pregio di mettere subito le persone a proprio agio e farle sentire di colpo parte della comunità. Daniele Palmieri, che ha sposato la figlia, considera: «Quanta umanità in quegli occhi celesti che, solo incrociandoli per la prima volta, mi consentirono di superare il timore nel ‘fare la corte’ alla primogenita di quest’omaccione alto un metro e novanta per cento chili che mi osservava da lontano. Mandava spesso amichevolmente a quel paese chi lo contraddiceva, era il suo affettuoso modo per chiudere una chiacchierata».
«Si è spento – scrive la figlia Federica – in una notte di luna di questa primavera tristemente inutile». Così drammaticamente contraddistinta dal virus. E poi aggiunge: «Era facile affezionarsi a Pierino, perché era una persona schietta. A volte anche in maniera imbarazzante e quando ha potuto aiutare qualcuno non si è mai tirato indietro». Amava l'arte e la cultura antica. «Da piccola – continua sempre la figlia – mi incantavo a sentire le storie dell'Odissea. Amava il mare e la domenica mi portava a Cavoli, con le teglie di rigatoni cucinati da zia Lina, ma erano gli anni '70, c'erano i capelli lunghi e le espadrillas, le camicie con le maniche lunghe arrotolate e la catena d'oro al collo».
Pierino aveva anche un virtù. Aveva la capacità di promuovere il territorio marcianese. E di valorizzare i giovani che si sarebbero affermati nell’atletica. Fu l’inventore della corsa podistica Marciana-Pomonte. E sotto la sua ala si sono formati campioni di podismo che si affermeranno nelle varie competizioni elbane e del comprensorio quali Alberto e Aldo Allori, Umberto Mazzantini, Franco Galletti, Luigi Costa, solo per citarne alcuni. Fu Franco Galletti a vincere la prima edizione della Marcianella, riuscendo a sopraffare la squadra molto più attrezzata degli atleti della Guardia di Finanza. Che fino a poco tempo prima erano canzonati per indossare delle magliette bianche extralarge con sopra scritto con il pennarello Marciana Marina, come ricorda Umberto Mazzantini. «Per noi pantaloncini, magliette e calzettoni – scrive – furono un regalo incredibile. Ma il risultato fu che venimmo presi in giro non appena ci presentammo alla partenza vestiti da straccioni. Ma fummo noi a vincere. Pierino ci prese gusto e cominciò a cercare uno sponsor per la squadra di podisti che si era messo in testa di organizzare, lui socialista, con quella banda di ragazzini comunisti e capelloni. Lo trovò nei colori rossi dell’ Alpa Marciana Marina». E da quel momento fu per il team marinese una marcia trionfale. Al punto, come ricorda Mazzantini: «A Rio nell’Elba fecero apposta doppie categorie, una per noi marinesi e un’altra per gli altri. Nel nostro pedigree ci siamo piazzati al secondo posto nella classifica toscana a squadre di corsa in montagna, dopo la mitica, inarrivabile e professionale Orecchiella». Conclude Mazzantini: «Pierino ha rappresentato molto per noi. Ci ha insegnato a correre un bel pezzo di vita e di mondo. Mi dispiace che chi rimane di quella banda di suoi ragazzi di allora non possa salutarlo». —
Luigi cignoni
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