Gioco
«Ripartenza in sicurezza dal 14, altrimenti non ci rialzeremo»
PIOMBINO
Gino Barattini (presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Livorno Massa Carrara) lancia l’allarme liquidità. «Torniamo a lavorare, in sicurezza», afferma, ricordando che siamo entrati nel secondo periodo di proroga del fermo delle attività e la situazione sanitaria sta mostrando qualche elemento di miglioramento rispetto alle scorse settimane.
«Invece - scrive in una nota - quella che continua a peggiorare è la situazione economica e sociale, con preoccupanti conseguenze sulle aziende e sui lavoratori di tutti i settori industriale, commerciale, turistico e agricolo. La produzione è crollata al livello del 1978. Il Centro Studi di Confindustria certifica che, se il blocco si allenterà a maggio, andremo incontro a una caduta del Pil tra il 6 e il 10 per cento. L’impatto del coronavirus sulla produzione e il lavoro è da economia del dopoguerra. Diversi i fenomeni, simili le conseguenze. Con lo stesso spirito del dopoguerra, occorre innanzitutto dimostrare responsabilità nelle parole e nelle azioni. Basta, quindi, polemiche, strumentalizzazioni e flash mob. È il tempo dell’unità, di procedere verso un unico obbiettivo: tornare a lavorare, in sicurezza».
Scaduta la seconda proroga al 13 aprile, per Barattini non si deve protrarre di una sola settimana il fermo.
«Ogni ulteriore attesa - aggiunge - ci metterebbe definitivamente in ginocchio con la perdita di importanti quote di mercato e di clienti, sia sul mercato interno che su quello estero. Una volta tagliati fuori dalle filiere, nazionali o estere, non saremo più in grado di riposizionarci. Non possiamo assistere alla perdita del patrimonio di specializzazioni, di capacità produttiva e delle maestranze che abbiamo costruito in anni di lavoro e sacrifici. Prioritarie - chiude Barattini - devono essere le misure di sostegno al credito, accompagnate dall'azzeramento delle imposte, dallo spostamento dei pagamenti, dal welfare per i dipendenti e la minore burocrazia». —
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