Il Tirreno

Sversava liquami illegalmente nel tombino della rete fognaria

andrea gelsi* ; *Sindaco di capoliveri*

il titolare di una ditta denunciato dalla capitaneria di porto 

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PORTOFERRAIO

Sversava liquami illegalmente in un tombino della rete fognaria della città. Il titolare di una ditta di autospurghi è stato scoperto e denunciato dagli uomini del nucleo operativo ambientale della Capitaneria di porto di Portoferraio, che hanno anche provveduto al sequestro preventivo ai fini della confisca dell’autobotte. L’attività investigativa del nucleo operativo ambientale è stata avviata nei primi giorni del mese di febbraio: l’obiettivo era verificare il corretto smaltimento dei rifiuti liquidi (reflui) prelevati dalle fosse biologiche di abitazioni private ed aziende.

Le indagini hanno portato ad accertare che il titolare della società alla guida dell’autobotte utilizzata per lo spurgo dei pozzi neri, invece di smaltire correttamente il rifiuto liquido presso gli impianti di depurazione autorizzati presenti sul territorio, ha illecitamente sversato i liquami trasportati, all’interno di un tombino della rete fognaria pubblica.

La normativa ambientale prevede che tutti i liquami che vengono riversati in vasche (fosse biologiche o pozzi neri), sia da parte delle aziende che delle abitazioni private, una volta caricati su un’autobotte, devono essere tempestivamente conferiti ad un impianto di trattamento di rifiuti liquidi. Nelle varie fasi del trasporto, dal produttore/detentore al sito di trattamento, i rifiuti devono essere obbligatoriamente accompagnati dal F.I.R. (formulario identificazione rifiuti), che è un documento che garantisce la tracciabilità del relativo flusso.

Dall’indagine è invece emerso che l’indagato oltre che smaltire illegalmente tali rifiuti, trasportava i liquami in assenza dell’obbligatoria documentazione di tracciabilità F.I.R. —

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