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Ora l’acqua potabile arriva nelle frazioni

Giorgio piglia
Ora l’acqua potabile arriva nelle frazioni

Si sblocca dopo decenni il problema per le case più in alto In corso i lavori per fornire dopo decenni il prezioso servizio

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MONTEVERDI

Arriva l’acqua potabile nella piana di Pratella. Una quindicina di utenze (aziende agricole, agriturismi, abitazioni private) entro i primi di maggio – secondo le previsioni dell’Asa – potranno finalmente far sgorgare acqua da bere dal rubinetto di casa. Un sogno che si avvera dopo decenni, tentativi di compromesso, polemiche. Erano rimaste solo loro senza il bene prezioso dell’acqua potabile in tutto il territorio comunale.

Il sogno diventa realtà grazie ad una sinergia tra comune e Asa e, va precisato che il massimo del risultato si raggiungerà più avanti nel tempo, forse dopo l’estate. Ma facciamo un passo indietro. Le speranze di Pratella e dintorni si accendono un paio di anni fa quando sulla spinta (anche economica) dell’amministrazione-Giannoni, Asa realizza una parte del progetto-acquedotto del Cornia vagheggiato da tempi lontani. L’acqua viene “pescata” dai pozzi al “Ponte di legno” e inviata ad alcune case nella parte meridionale di Pratella, sul confine con Suvereto e Monterotondo. È un piccolo anello di acqua ricca di boro, non potabile, ma buona per le attività agricole. I nuovi lavori (2018-19) innestano sull’anello un grosso tubo metallico, non interrato, che risale la strada per Monteverdi per almeno 10 chilometri fino ai depositi di San Giovanni. La risorsa contiene boro, ma mescolata con l’acqua buona dei depositi rientra nei parametri di potabilità. In paese tutte le case hanno acqua senza cali di fornitura , scende il sipario sul “su-e-giù” rumoroso delle autobotti che d’estate arrancano verso San Giovanni. È un risultato positivo, ma non al 100%: perché se in paese l’acqua arriva con continuità, a Pratella se la vedono passare sotto il naso, per dire, nel lungo tubo che attraversa la piana. Il programma-lavori non prevede infatti l’installazione di un “tubo di ritorno”, dai depositi, per distribuire anche a Pratella l’acqua potabile. Ma il mese scorso Asa, a sorpresa, apre un cantiere a Pratella e comincia a posare il “tubo di ritorno” accanto al grosso tubo di ferro di mandata a San Giovanni. Un miracolo? Un intervento politico “dall’alto”? Niente di questo. La Provincia di Pisa, proprietaria della strada su cui è stato stesso il grosso tubo di ferro, pretende l’interramento dello stesso per motivi di sicurezza. E allora Asa ne approfitta per eseguire due lavori in uno: nello scavo interra la “mandata” e il “ritorno”.

Non si poteva intervenire durante i primi lavori? Asa risponde che nel progetto-base era previsto entro due anni l’interramento, tant’è che i nuovi costi erano già in bilancio. L’ex sindaco Carlo Giannoni ricorda invece che nel 2018 il Comune aveva avviato già altri lavori importanti (la nuova scuola, il restauro del muro di via Botrello, le frane in località Mantronata, etc...), i fondi disponibili, anche con l’aiuto della Regione, erano tutti impegnati e di più «pur con dispiacere non si potè fare, a fronte dell’urgenza di garantire l’acqua al paese e le altre importanti opere pubbliche». Adesso però nasce un altro problema. Asa interra il tubo di ritorno fino a circa 150 metri sopra la prima stazione di pompaggio, in via Maremmana e lo congiunge ad una vecchia conduttura di acqua potabile per alcune case sparse: in certi periodi dell’anno il gioco delle pressioni blocca la fornitura. Allora a Pratella avranno acqua con il contagocce? No, perché qui entra in gioco il Comune: «Abbiamo un po’ di avanzo d’amministrazione – spiega il sindaco Francesco Govi – e qualche risparmio dal preventivo del Botrello, in tutto circa 70mila euro. Dove si ferma Asa, proseguiremo noi con il tubo di ritorno fino a San Giovanni. Alla fine l’acqua potabile sarà garantita a Pratella, S. Agnese, Casa al Colle, Monteverdello». —

Giorgio piglia

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