Gioco
I timori di 200 negozianti «Urgente riaprire in sicurezza»
PIOMBINO.
Cartolibrerie, negozi di giocattoli, fiorai: tutti i piccoli commercianti con merceologie extra alimentari che si stanno attrezzando da tempo per trovare il modo di consegnare il proprio campionario a domicilio dei clienti più affezionati.
Tante domande, ancora tanti troppi punti interrogativi. Mentre in città gran parte del materiale da cancelleria si può sempre acquistare insieme al giornale, nelle edicole (che ne hanno da sempre l’autorizzazione ).
I soci di Confcommercio a Piombino s ono 200, in tanti costantemente a stretto contatto con la direzione dell’associazione di categoria.
Perché con l’emergenza sanitaria coronavirus purtroppo pure tante delle misure prese continuano a sollevare grandi difficoltà nell’interpretazione. Spesso troppo diverse anche le applicazioni dei sindaci da un Comune all’altro, magari pure confinanti. Senza, ancora, un coordinamento generale.«In queste settimane – conferma Federico Pieragnoli direttore provinciale Confcommercio – per gli imprenditori è stata dura. Alcuni chiusi, altri al lavoro, con tutte le difficoltà connesse ma orgogliosi – sottolinea – di poter rendere un servizio ai cittadini. L'interpretazione delle norme è complicata e non univoca, diversa comune per comune».
«È comprensibile che ogni amministrazione cerchi di trovare le soluzioni più adeguate – aggiunge Federico Pieragnoli – e meno rischiose. Prima possibile, col perdurare del distanziamento sociale, devono essere trovate al più presto regole condivise e praticabili anche per il commercio di vicinato, già provato dalla crisi strutturale e ora nel mezzo di un disastro economico senza precedenti, per altro con indennizzi al momento risibili».
«Gli imprenditori in questi giorni di lockdown hanno dimostrato che la sicurezza pubblica è la priorità, attenendosi con rigore alle regole stabilite dal Governo – conclude il direttore provinciale Confcommercio – , mettendo in prima linea la propria responsabilità sociale e sanitaria. Ora è urgente aprire un confronto che individui regole e modalità di riapertura in tutta sicurezza». —
C.C.
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