Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

I settanta tamponi sono tutti negativi Scongiurato il temuto focolaio a Rio

Lu.Ce.
I settanta tamponi sono tutti negativi Scongiurato il temuto focolaio a Rio

Nel comune elbano colpito da sei casi positivi al Covid-19 e da una vittima il contagio pare essere circoscritto

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RIO MARINA

«Tutti i tamponi effettuati nel comune di Rio nel corso della scorsa settimana sono negativi. Possiamo quindi tirare un sospiro di sollievo, il territorio nostro è pulito. Il contagio si conferma molto circoscritto e legato all’evento episodico». Il sindaco del Comune di Rio, Marco Corsini, ha reso noto in queste ore l’esito dello screening effettuato dall’Asl Toscana Nord Ovest nel comune elbano. L’esito dell’indagine - in tutto sono stati effettuati una settantina di tamponi, era particolarmente atteso a Rio, il comune elbano al momento più colpito dall’emergenza coronaviorus. Sei degli otto pazienti risultati positivi al Covid-19, infatti, sono residenti nel territorio comunale. Anche la prima e fino ad oggi unica vittima elbana, il ristoratore Sergio Casati, era un cittadino del Comune di Rio.

La buona notizia si aggiunge alle impressioni rincuoranti in arrivo dai cinque contagiati, alle prese in questi giorni con il virus. «Stanno bene, noi li sentiamo quotidianamente o quasi quotidianamente – afferma Corsini – Le loro condizioni di salute sono veramente buone, si avviano verso una completa guarigione e quello penso che sarà il giorno più felice».

Il sindaco di Rio ringrazia l’azienda sanitaria che si «è dimostrata molto sensibile rispetto alle esigenze del territorio – dice – lavoriamo in contatto molto frequente con l’Asl: sono stati tempestivi nel recepire le nostre istanze di sicurezza, le necessità di tranquillizzare la cittadinanza e anche nel fornirci i dati. I dati sono arrivati con un po’ di ritardo rispetto alle scadenze a cui eravamo abituati, ma come ho già detto il nostro era uno screening conoscitivo e quindi non vi era alcuna necessità di urgenza. Ricordiamo che i tamponi si fanno normalmente a chi ha sintomi, l’estensione degli esami a chi non aveva sintomi è stata fatta per scopo cautelativo, quindi i tamponi non sono stati processati con la stessa urgenza usata in situazioni di emergenza».

La notizia è buona, dunque. Ma non deve essere un pretesto per abbassare la guardia. Così la pensa anche il primo cittadino del Comune di Rio. «Ricordo – dice – che il tampone è una fotografia che cristallizza un determinato momento. Se vogliamo che la situazione resti buona e che il fenomeno rimanga così circoscritto, dobbiamo continuare a fare gli stessi sacrifici fatti fino ad oggi. Abbiamo fatto trenta, cerchiamo di fare trentuno. Ci sarà un dopo, e cerchiamo di arrivarci sani in modo da far finire questa maledizione che ci sta così appesantendo questi giorni. Non andiamo incontro a rischi, non mettiamo a rischio la nostra persona e la salute degli altri. Ricordo a tutti, voi non siete costretti a casa, siete protetti a casa. È importante che questo concetto passi». —

Lu.Ce.

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di Redazione web