Il Tirreno

L’EMERGENZA CORONAVIRUS 

L’uragano travolge le piccole imprese «Nell’artigianato in 4mila senza lavoro»

L’uragano travolge le piccole imprese «Nell’artigianato in 4mila senza lavoro»

L’allarme della Cna: è come se all’improvviso fossero finite ko 2-3 grandi fabbriche. Talini: sos agli enti locali

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Sul lavoro artigiano si è abbattuta la batosta del virus: nei nostri territori è l’equivalente di «due o tre grandi fabbriche che si ritrovano a casa». Parola di Dario Talini, direttore degli artigiani Cna della nostra provincia. E probabilmente pecca di ottimismo a dire così perché stiamo parlando di un esercito di quasi 4mila persone.

I conti sono presto fatti: «Già alla fine della scorsa settimana circa 700 imprese artigiane della nostra provincia, in totale oltre 2.500 dipendenti, hanno richiesto una sorta di cassa integrazione», segnala il presidente di Cna, Maurizio Serini, facendo riferimento al sostegno al reddito che viene assicurato tramite “Fsba”, il fondo bilaterale dell’artigianato di cui Cna è parte attiva insieme ai sindacati.

Non è tutto. Bisogna mettere nel conto, mette in evidenza Talini, «anche i titolari, i soci e i collaboratori familiari di queste 700 imprese, dunque si aggiungono altre 1.100 persone senza lavoro nella provincia di Livorno, senza contare infine i singoli artigiani costretti al fermo».

Serini non ci gira intorno e punta il dito contro quel che sta facendo tremare tanti piccoli imprenditori. Qui come altrove, anzi qui forse più che altrove visto che non eravamo ancora usciti dalla grande crisi del 2008 (e forse addirittura è almeno un ventennio che siamo con i piedi nella palude dei guai economici): «Alle paure di carattere sanitario – dice il presidente – si uniscono le pesanti incertezze di carattere economico: 1) il fermo della quasi totalità delle attività; 2) la carenza di liquidità dovuta non solo alla mancanza di lavoro ma anche alla brusca frenata nei pagamenti delle lavorazioni già effettuate prima del coronavirus; 3) l’incertezza nei tempi della ripresa.; 4) l’indeterminatezza degli aiuti dello stato; 5) la rigidità del sistema bancario (occorre «fare le giuste distinzioni tra istituti» ma non di rado «si trincera dietro pastoie burocratiche»). E alle spalle – rincara – avevamo una situazione che era quella che era se «nella provincia ci sono ben due aree che erano già definite a crisi complessa, Livorno e Piombino».

La Cna ha chiesto agli enti locali di abbattere i tributi: «Finora – si sottolinea dalla sede dell’organizzazione degli artigiani – abbiamo avuto conferma solo di qualche slittamento nei termini di pagamento, ma su questioni pesanti come la Tari e l’Imu ci aspettiamo manovre concrete ed adeguate alla gravità del momento».

Resta poi il moloch della burocrazia: «Le moratorie di mutui e finanziamenti vanno a rilento: noi di Cna ne abbiamo già assistite oltre sessanta a Livorno, ma le richieste sono molte di più».

A ciò andrebbe sommato il pasticciaccio dell’Inps per l’impasse informatico sul bonus dei 600 euro nel giorno del debutto: «Fino all’ultimo – viene sottolineato – non è stato possibile sapere la procedura di richiesta, i tempi di pagamento e se oltretutto questo contributo, che Cna non ha tardato a definire misero, non è ancora certo se avrà la copertura finanziaria per tutte le richieste».

Erano state anticipate il più possibile le domande, poi ecco il patatrac del sito dell’ente previdenziale che nella prima giornata è andato in tilt per ore e ore: «Questo è disarmante per le imprese, anzi irrispettoso», dice il direttore provinciale dell’organizzazione di categoria.

Dagli artigiani Cna si rivendica di avercela fatta in questi giorni di emergenza a applicare al massimo possibile il lavoro agile ed i contatti in via digitale. «L'operatività è totalmente garantita per tutti i servizi», tiene a ribadire il direttore Dario Talini. Un salto in avanti nell’organizzazione del lavoro, si mette in rilievo: «E’ anche già operativa la piattaforma on line del patronato Epasa-Itaco dalla quale è già possibile inoltrare la richiesta per molte tipologie di prestazioni fra cui ad esempio quella dei congedi prevosti per i lavoratori dipendenti fra le misure messe in campo in questa fase emergenziale sotto il segno dell’epidemia del Covid-19.

C’è anche un altro aspetto sul quale Cna insiste: viene garantita agli associati anche una prima consulenza legale gratuita, scrivendo a legale@cnalivorno.it” mentre sul sito www.cnalivorno.it è stata aperta una apposita sezione aggiornata in tempo reale con le novità normative e di sostegno per le imprese ed i cittadini. —

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