Gioco
Villamarina, le richieste Fials «Più chiarezza organizzativa»
Il sindacato segnala l’assunzione di 2 infermieri, uno interinale e nessun Oss Boem e Banti: «Vogliamo conoscere il piano che intende attuare la Asl»
piombino
Chiedono un maggior coinvolgimento delle organizzazioni sindacali della sanità «nell’obiettivo comune di sconfiggere l’epidemia da coronavirus», i rappresentanti della segreteria Fials provinciale di Livorno, Daniela Boem ed Emanuele Banti. Che aggiungono: «L’Asl Toscana Nord ovest ha interrotto le relazioni sindacali e decide unilateralmente anche su materie di contrattazione e confronto sindacale nonostante le richieste di essere informati sulle riorganizzazioni e i nuovi assetti per singolo ospedale e area distrettuale, sul numero di personale necessario e sulla sua formazione».
Boem e Banti riconoscono lo sforzo organizzativo ma sottolineano la «necessità di conoscere il piano progettuale complessivo che intende attuare la Asl, le relazioni tra i territori e l’efficacia del loro coordinamento. I posti letto di terapia intensiva e malattie infettive presenti a Livorno sono sufficienti a fronteggiare l’emergenza? Le dichiarazioni della direttrice dell’ospedale di Piombino Giovanna Poliseno non sono comprensibili e difficilmente collocabili in un quadro di insieme». Ed entrano nel merito. «Per corrispondere alle esigenze covid-19 e no covid viene previsto l’aumento di 5 posti letto di ventilazione non invasiva ma non viene detto quando saranno realizzati, anche in ragione dei necessari adeguamenti strutturali e di personale. Per attuare ciò occorrono apparecchiature e personale formato. Il rapporto infermieri pazienti è nelle terapie intensive di un infermiere ogni due posti letto e un operatore socio sanitario a turno e comunque il 20% rispetto alla presenza infermieristica. Saranno necessarie aree covid per corrispondere ai vari livelli assistenziali con stanze a pressione negativa, percorsi e separazioni precise dalle aree no covid, ma di ciò non siamo messi a conoscenza».
Il sindacato Fials è perplesso anche sui dispostivi di protezione individuali (Dpi), mascherine e guanti. «Agli operatori debbono essere forniti Dpi in linea con le attività: al personale del Pronto soccorso e delle aree covid o con potenziali covid almeno le mascherine FFP2, camici e guanti appropriati per quantità e qualità, mentre alla terapia intensiva e dove ci sono prestazioni con dispersione di aereosol le mascherine FFP3». Che aggiunge: «Abbiamo chiesto puntuali verifiche agli organi competenti sulla corrispondenza dei Dpi, per esempio la sostituzione delle mascherine chirurgiche con quelle “made in Toscana”, alle esigenze inderogabili di protezione dei lavoratori».
Boem e Banti chiedono chiarimenti. «Ci giungono notizie sulla apertura di un reparto definito “bolla” con stanze a pressione negativa per posti letto con ventilazione non invasiva per pazienti che sono in attesa di tampone o in attesa di ricovero nelle aree covid che dovrebbero essere assistiti dal personale del blocco operatorio o di altre senza conoscere se viene loro fornita adeguata formazione e addestramento». E proseguono: «Viene detto, inoltre, che saranno ricevuti pazienti non positivi da fuori per alleggerire Livorno, che cosa significa? Forse si prevede il trasferimento di attività da Livorno verso Piombino? Quali sono queste attività?».
Fials chiede un piano straordinario di assunzioni per far fronte all’emergenza. «Per questo non abbiamo sottoscritto l’accordo Cgil, Cisl e Uil che prevedeva un numero inadeguato di assunzioni. In tutta la Asl ci risulterebbero assunti poco più di 150 infermieri di ruolo, in parte necessari per sostituire i pensionamenti, e 30 Oss rispetto alla previsione Asl di 300 infermieri e 90 operatori socio sanitari. Nella realtà di Piombino c’è stato l’ingresso di 2 infermieri a tempo indeterminato, uno a lavoro interinale e nessun Oss».
La richiesta del sindacato è di massima protezione dei lavoratori. «Abbiamo chiesto al presidente Rossi e alla direzione Asl la massima protezione degli operatori sanitari con l’effettuazione generalizzata del tampone, che offre garanzie rispetto anche alla presenza di casi asintomatici per evitare il contagio tra gli operatori e la diffusione ai pazienti. Abbiamo chiesto inoltre il numero dei lavoratori contagiati ma non ci è stata fornita nessuna informazione. Ciò è importante ai fini della valutazione della estensione del fenomeno tra gli operatori ma anche per valutare in maniera più precisa la reale forza lavoro disponibile rispetto agli ingressi in servizio». Chiesta anche l’estensione generalizzata dell’indennità di malattie infettive. —
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