Il Tirreno

“I racconti del Covid 19”, come un romanzo in streaming

Francesca Lenzi
“I racconti del Covid 19”, come un romanzo in streaming

Da un’idea di Filippo Carletti ieri pomeriggio su Facebook si contavano già 70 autori Il progetto è partito sin dai primissimi giorni di quarantena, immediato crescendo

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PIOMBINO

Mentre si cammina con la testa all’insù, a volte è bello, per gioco, indovinare che succede in quella casa illuminata. O, magari, cosa sta combinando il vicino di parete, che lo senti sempre chiacchierare sino a notte fonda. Curiosità passeggera, poi si torna a camminare verso dove si stava andando, e a continuare quello che si stava facendo.

Un po’ di tempo fa, almeno. Ormai sembra passato un secolo da quando potevamo andare ovunque e annoiarci. Ormai, urgenze a parte, la vita scorre lenta e pericolosamente uguale, fra le quattro mura di casa, a domandarci come impiegare il tempo, e anche a indovinare come lo stanno trascorrendo gli altri. Con quali pensieri, forse con le stesse preoccupazioni. C’è un ragazzo che a Piombino a queste domande ha dato un volto, creando un contenitore di esistenze scritte al tempo del coronavirus. Si chiama Filippo Carletti, ha 29 anni e, dopo la laurea in Scienze della comunicazione a Pisa, lavora per una società di marketing e comunicazione con sede a Roma.

Anche lui, come tanti altri, in questi giorni sta a casa, a Piombino e lavora con lo smart working. Filippo ha creato “I racconti del Covid 19”, una sorta di raccoglitore di storie. Chiunque può leggere i racconti già pubblicati (a ieri pomeriggio se ne contavano 70) e partecipare al racconto collettivo sui giorni dell’emergenza coronavirus. «Spesso nelle videochiamate o nelle telefonate con amici e parenti si chiede e ci viene chiesto come trascorriamo questi momenti di vita in casa – spiega Filippo Carletti – Io mi appassiono moltissimo ai progetti che riguardano la collettività, il territorio, e l’idea è stata proprio quella di mettere nero su bianco quanto si racconterebbe a un amico davanti a una birra in un pub. E raccogliere tutte le storie insieme. Si dice sempre che quando ci sono grandi difficoltà, ci sono anche grandi opportunità. In questo caso l’opportunità è di sentirsi più vicini a livello emotivo». Il progetto è partito sin dai primissimi giorni di quarantena, con i racconti chiesti inizialmente da Filippo alle persone che conosceva, ma ben presto l’iniziativa si è allargata e stanno continuando ad arrivare sempre più storie. «Una specie di romanzo in streaming – dice Filippo – Una serie di testimonianze storiche che dureranno nel tempo. Anche su Facebook si può scrivere tutto quel che si vuole, ma spesso lì troviamo sfoghi, polemiche. La mia idea era diversa».

Fra gli autori dei racconti del Covid 19 ci sono Maso della pizzeria Tonino, sportivi acquatici come Paolo Marconi, Federico Esposito e Susak Molinero, ma anche il rugbista Lorenzo Puliti, Gaia Trotta studentessa universitaria piombinese in Russia, un’infermiera di pronto soccorso come Silvia Cini, o una ragazza, Chiara Cottone, che diventa mamma durante l’emergenza. Ma sono tante, tutte diverse eppure simili le storie nate nel Covid 19. «Sono testimonianze storiche – afferma Filippo Carletti – Fra 5, 10 anni o più, chi le leggerà saprà cosa pensavano i piombinesi al tempo del Covid. Ma oggi sono anche valvole di sfogo. Finché si parla non occorre per forza ragionare. Quando, però, si scrive, è necessario confrontarsi con quello che si pensa, e a volte nascono riflessioni importanti. Alla fine ci scopriremo cambiati, oppure no, nei nostri pensieri, nelle priorità, nella cultura».

Francesca Lenzi

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