Il Tirreno

coronavirus: Solidarietà alimentare 

Buoni spesa per le famiglie 348mila euro da distribuire

M.M.
Buoni spesa per le famiglie 348mila euro da distribuire

Le risorse assegnate dal Governo in totale ai sei Comuni della Val di Cornia Gestione affidata alla Società della salute, oggi il bando per fare domanda

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PIOMBINO

Al lavoro per una gestione omogenea con la regia della Società della salute Valli Etrusche. Quindici comuni con altrettante differenze e specificità da conciliare per erogare a persone e famiglie in difficoltà i cosiddetti buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari e altri beni di prima necessità. A chi spetteranno? La valutazione sarà fatta in base agli indici di povertà ed è auspicabile che già tra pochi giorni comincino le distribuzioni dirette di beni grazie alla rete del terzo settore e delle istituzioni. Stando nei confini della Val di Cornia si tratta di amministrare un tesoretto di 348.548 euro. A tanto ammonta la quota destinata al comprensorio dei 400 milioni di euro messi a disposizione dal governo attraverso un’ordinanza della Protezione civile. I soldi dovrebbero bastare fino al 15 aprile, giorno in cui dovrebbe avviarsi l’erogazione dei 600 euro per le fasce deboli previsti dal decreto Cura Italia. Invece a determinare la cifra dei buoni spesa sarà il numero delle domande raccolte.

L’emergenza coronavirus e le misure adottate per il contenimento stanno mettendo ancor più in luce che basta poco perché nel precario equilibrio di bilancio delle famiglie salti qualcosa e i conti non tornino più. La chiusura di molte attività commerciali e produttive sta provocando proprio questo, nuove povertà che si aggiungono ai casi già seguiti dai Servizi sociali. Sono coloro che non hanno potuto mettere risparmi da parte e il ritardo di un solo stipendio, o l’attesa della prima cassa integrazione, li pone in una condizione di forte disagio economico, tanto da non riuscire a fare la spesa. Di quanti casi si possa parlare è difficile da stimare da qui l’impossibilità di stabilire a priori l’entità del buono spesa. E anche la difficoltà nel definire dei criteri omogenei di assegnazione.

Su base locale è il Comune di Piombino a ricevere la quota maggiore di risorse 199.323,43 euro, seguono Campiglia Marittima con 80.513,74 euro; San Vincenzo 38.158,06; Suvereto 22.163,10; Monteverdi Marittimo 4.853,87 e Sassetta 3.535,80 euro. L’Anci regionale ha predisposto delle linee guida per dare un quadro generale univoco sui criteri di assegnazione. Oggi è attesa la pubblicazione da parte della Società della salute Valli Etrusche (Sds) del bando e del modulo di autocertificazione concordato dai quindici sindaci della Sds con i riferimenti per la compilazione e l’invio. Il tutto entro un termine temporale a partire dal quale sarà possibile avere la misura delle necessità di aiuto e delle cifre erogabili.

A chi il diritto di accedere? Il criterio alla base del provvedimento è che non potrà accedere all’una tantum chi ha mantenuto il proprio reddito derivante da lavoro o pensione, e chi percepisce già il reddito di cittadinanza. Potranno invece averlo tutti quelli che sono entrati nello stato di bisogno a causa della perdita del proprio reddito in coincidenza con l’emergenza coronavirus, e potranno spenderlo per spese necessarie. Naturalmente sulle autocertificazioni saranno fatti dei controlli e sono previste sanzioni per chi dichiarerà il falso. — M.M.

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