Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

Buoni spesa, i sindaci corrono per aiutare chi non ha più soldi

Antonella Danesi
Buoni spesa, i sindaci corrono per aiutare chi non ha più soldi

Comuni al lavoro per distribuire in fretta le risorse arrivate dal governo A Portoferraio l’aiuto è per 300-350 famiglie: «Ma serve molto di più»

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I soldi dal governo sono arrivati. Non sono molti, ma servirannoa coprire le emergenze e dare una mano a chi è più in difficoltà almeno per due settimane. Per questo le sette amministrazioni elbane sono al lavoro per individuare le modalità di erogazione dei buoni, che dovrebbero essere distribuiti nel giro di pochissimi giorni.

Del resto, il blocco delle attività causato dall’emergenza coronavirus sta già facendo danni all’Elba: a Pasqua avrebbero dovuto aprire le attività turistiche, con l’impiego di lavoratori stagionali, apertura per ora rimandata a data da destinarsi. Dei 400 milioni complessivi stanziati dal governo per un periodo di due settimane, all’Elba arrivano quasi 190 mila euro. Ora quei soldi vanno spesi. E in fretta, visto che le famiglie non hanno tempo. Anci ha definito alcune linee guida e un facsimile di modulo di autocertificazione: ora spetta ai Comuni fare i conti con le numerose domande di aiuto.

«Dobbiamo individuare i criteri e veder come lavorare tra tutte le procedure che ci sono per erogare i 26 mila euro previsti per il nostro Comune. E decidere con attenzione chi potrà usufruirne», è il commento del sindaco di Capoliveri Andrea Gelsi. Uno degli interrogativi, infatti, è capire quante domande arriveranno e quindi a quanto potrà ammontare il contributo che ogni famiglia potrà ricevere. «Chiaramente dobbiamo capire quale sarà la platea per stabilire l’ammontare del contributo per ogni domanda», è il commento del sindaco di Campo, Davide Montauti che al fondo stanziato dal Governo, circa 30 mila euro, ha deciso, con la sua amministrazione, di aggiungerne 20 mila in modo da arrivare ad un plafond, a cui attingere, di almeno 50 mila euro. Anche perché sono già arrivate richieste di auto da più di 150 famiglie. Anche a Portoferraio il sindaco Angelo Zini ha annunciato la verifica dei criteri di erogazione. «La categoria più esposta – ha confermato – è quella dei lavoratori stagionali che hanno già concluso il trattamento Naspi dello scorso anno e che non sono partiti con nuovi contratti di lavoro per la prossima stagione». Portoferraio valuterà se i 63 mila euro previsti saranno sufficienti per esaudire le richieste che arriveranno altrimenti «in mancanza di altri fondi dallo stato – termina Zini - cercheremo risorse interne al comune. Ieri è stato predisposto l’ufficio che si occuperà di queste pratiche, calcolando che potranno essere aiutate 300-350 famiglie». Stando ai numeri forniti da Zini con i 63mila euro verrebbe un contributo da 180 a 210 euro a nucleo familiare.

Ha già chiari alcuni criteri il comune di Marciana (che riceverà 14 mila euro) che ha individuato la spesa sulla base dei diversi componenti dei nuclei familiari (uno, due, tre o più persone). La cifra individuata è di 80 euro a persona, moltiplicata a seconda dei componenti della famiglia. Sulla base dell’autocertificazione fornita dall’Anci le domande potranno arrivare entro il 6 aprile in modo da erogare prima possibile il contributo a chi non usufruisce di nessun sostegno e, in seconda battuta, anche a chi ne usufruisce ma non è sufficiente. «Se i fondi arrivato da Roma non saranno sufficienti per tutte le domande arrivate – fa presente il sindaco Simone Barbi – vedremo di sopperire con risorse comunali». Rio riceverà 21 mila euro e sta lavorando alla costruzione del fondo di solidarietà composto dalle risorse arrivate dal governo, dal contributo del comune e da donazioni di privati. La Caritas, secondo quanto annunciato dal sindaco Marco Corsini, sarà il punto di riferimento per l’organizzazione. Al lavoro anche Marciana Marina (con 11.658 euro) che inizia a ricevere le prime richieste di aiuto e Porto Azzurro (a cui arriveranno 23 mila euro) che già si è attivato nei giorni scorsi per aiutare chi non ce la fa a procurarsi da mangiare.

«Anche prima del decreto sono arrivate molte domande al Comune – fa presente il vicesindaco Marcello Tovoli – da una settimana portiamo la spesa a domicilio, una parte di questa viene pagata dalla Colletta Alimentare e una parte dall’amministrazione». —

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