Sicurezza
Restano tutti chiusi in casa ma senza perdere il ritmo
Le storie di otto giovani sanvincenzini tra impegni di studio e lavoro La podologa Camilla Vieri: «Mi aspetto mesi abbastanza complicati»
san vincenzo
Ciò che colpisce nel parlare con alcuni giovani di San Vincenzo sono le risposte date alla fatidica domanda su come stiano affrontando questo periodo di isolamento forzato. Che siano studenti, lavoratori o neolaureati, a nessuno di loro viene in mente di parlare di quanto manchi l’uscita del sabato sera o quanto pesi la privazione della libertà di muoversi. Tutti sono consapevoli dei loro doveri da cittadini e sanno di dover fare ogni sforzo possibile per l’intera comunità. Non manca però il desiderio di raccontare e condividere la propria esperienza, anche solamente per non sentirsi soli in un momento così particolare per tutti.
«La corona d’alloro che indosso in questa foto – racconta Matilde Bianchi, che ha appena conseguito la laurea specialistica in Progettazione e coordinamento di servizi educativi all’Università di Parma – l’ho dovuta costruire da sola, con il ferro di una gruccia e le foglie prese dalle piante del mio giardino. È tutto talmente surreale che ancora non ho realizzato di essermi davvero laureata».
Matilde, come altri a San Vincenzo, ha dovuto discutere la tesi a distanza, ricevendo la votazione finale attraverso uno schermo e festeggiando in casa con la propria famiglia. Ma c’è anche chi, prima di poter concludere il ciclo di studi, deve ancora dare alcuni esami e si è trovato in una situazione di grande incertezza. «Sappiamo che gli esami, scritti o orali, potranno essere sostenuti in via telematica – spiega Giulia Coscia, specializzanda in Scienze e tecnologie alimentari all’Università di Firenze – ma finché non usciranno gli appelli non abbiamo idea di quali saranno le modalità. Nel frattempo quello che posso fare da casa è continuare studiare, senza però dimenticarmi di “sentire” il sabato e la domenica, cercando di dare alla mia vita un ritmo più normale possibile». Dello stesso parere anche Ilaria Picone, studentessa di Medicina a Siena, che però si trova in una situazione ancora più incerta. «Per adesso noi non abbiamo neanche la conferma di poter dare gli esami – racconta – proprio perché molti dei nostri professori sono medici impegnati nella gestione dell’emergenza covid-19. Purtroppo per adesso sono stati bloccati anche lezioni e tirocini, creando un po’ di ansia, specialmente per chi sta frequentando l’ultimo anno ed è vicino alla laurea».
La parola incertezza sembra essere la più usata anche da chi sta già lavorando, sia come dipendente che come autonomo. «Non sappiamo fino a quando dovremo restare fermi – spiega Lorenzo Degl’Innocenti, giovane dentista sanvincenzino entrato da poco nel mondo del lavoro – e l’unica cosa che ad oggi posso fare è sfruttare la chiusura forzata per migliorare ancora di più le mie competenze in ambito odontoiatrico attraverso corsi di aggiornamento online e cartacei. La sfida è di riuscire ad offrire ai clienti una professionalità ancora maggiore nel momento in cui potrò ricominciare ad esercitare». Come però spiega la dottoressa Camilla Vieri, podologa, i problemi per i lavoratori autonomi sono legati soprattutto alle spese fisse. «Nonostante il nostro sia un lavoro considerato necessario dal decreto, la richiesta da parte dell’Ordine di categoria è di rimandare il rimandabile e rispondere solo ad eventuali emergenze. Io, come gli altri colleghi della zona, sono ferma dal 10 marzo e, nonostante la prospettiva del possibile indennizzo previsto dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri, so che mi aspettano mesi abbastanza complicati, specialmente perché le spese di affitto e materiali, invece, non si fermano».
Nonostante questo però, Camilla si sente fortunata rispetto a molti altri lavoratori autonomi che lavorando in settori diversi da quello sanitario, come per esempio il turismo, potrebbero dover affrontare problemi ancora più gravi e prolungati. Dello stesso parere è la specializzanda in Scienze politiche Francesca Giannellini che, svolgendo un servizio amministrativo, ha continuato a lavorare e studiare anche nelle ultime settimane. «All’inizio continuavo ad andare in ufficio, rispettando tutti i criteri di sicurezza, poi sono passata allo smart-working da casa. Diversamente da come accade in una situazione di normalità, il lavoro ora mi permette anche di evadere mentalmente dalla routine e dalla monotonia della quarantena e svagarmi per qualche ora dalle notizie preoccupanti che sembrano non lasciarci mai».
Infine, c’è chi non potendosi recare sul posto di lavoro cerca di mantenere i contatti con i propri clienti, o il proprio pubblico, attraverso i social. È il caso del personal trainer Francesco Camerini e i suoi collaboratori Federico Rocchi e Simone Tomei che hanno creato la pagina Facebook «Scienza e fitness Val di Cornia H24», dove pubblicano costantemente lezioni di allenamento online, ebook con programmazioni settimanali e consigli per continuare l’abitudine al movimento anche da casa. Stesso pensiero anche per i musicisti Alice Bertoncini e Francesco Sozzi, in arte Due di brisca, duo acustico da anni attivo nella zona che ha deciso di portare, anche solo per qualche momento, positività e spensieratezza nelle vite dei fan reclusi, attraverso veri e propri concerti in diretta sulla loro pagina Facebook. «Grazie alla molto positiva risposta del pubblico – spiega Alice – quello che inizialmente sembrava solo un modo per combattere l’apparente surrealtà della situazione continuando a fare ciò che facciamo normalmente, suonare e cantare, si è trasformato presto in un appuntamento fisso bisettimanale a tema, ogni mercoledì alle 18 e venerdì alle 17. Vogliamo continuare a far divertire le persone che ci seguono con la nostra musica e riuscire a instaurare con loro un legame ancora più solido, dandoci la possibilità di raccontarci a vicenda quello che stiamo vivendo». —
irene di brino
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