Toscana
«Le preoccupazioni sono sparite incrociando i loro sguardi»
PIOMBINO
«Quando sono salito a bordo e ho incrociato gli sguardi delle persone è tornato tutto come sempre». Così il pilota del porto di Piombino Igor Bazzano. È lui il primo a mettere piede sulla Costa Diadema, nella tarda mattinata del 30 marzo. Intabarrato come non mai. Tuta chimica, guanti, occhiali di protezione e mascherina per fronteggiare un pericolo nuovo. Il rischio di esporsi al contagio da coronavirus. Per lui che da 25 anni si misura con la forza del mare, dei venti, si è trattato di uno scenario inedito. «Avevo qualche preoccupazione – dice – dovendo svolgere il mio lavoro di sempre seguendo una procedura diversa, ma poi tutto è passato».
Quando la pilotina, salpata da Piombino, ha affiancato quella sorta di città galleggiante che è la Diadema, lunga 306 metri, altra 69 e larga 37, è stata calata la biscaglina, cioè la scaletta di corda con tarozzi di legno che per i piloti è ancora oggi il sistema più sicuro per salire a bordo. Bazzano deve essersi sentito come una sorta di ponte tra la terra e il mare per quelle 1. 250 persone dell’equipaggio, dopo giorni di navigazione in cerca di un approdo. È stato il primo contatto.
«Il comandante della nave lo avevo sentito già nella serata del 29 marzo, quando è stato dato il benestare all’attracco a Piombino – racconta il capo pilota Bazzano –. Quando sono arrivato sul ponte di comando, come sempre, mi sono confrontato sulla rotta da seguire per l’ormeggio. Ci si accorda sul numero dei rimorchiatori da impiegare per portare la nave in porto. E in questo caso è stato stabilito l’attracco con la poppa a terra, in modo che la nave sia pronta a lasciare l’ormeggio in caso di fortunale». —
Manolo morandini
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