Il Tirreno

Dalla Diadema un coro «Grazie Piombino» Iniziati i trasferimenti

Cristiano Lozito/PIOMBINO
Dalla Diadema un coro «Grazie Piombino» Iniziati i trasferimenti

La nave da crociera dopo 17 giorni in mare ha potuto attraccare nel nostro porto  In 5 presentano sintomi da Covid, altri 13 casi sospetti. Medici Usmaf a bordo

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Cristiano Lozito/PIOMBINO

L’immagine che più rende le emozioni e il lieto fine dell’odissea della Costa Diadema in realtà è un suono, o meglio un boato: quello dei marittimi dell’ammiraglia della Costa, quando ieri mattina la loro nave ha finalmente toccato terra dopo aver girovagato per 17 giorni nei mari di mezzo mondo in cerca di un approdo.

Come un gol dell’Italia ai mondiali, seguito dalle urla di gioia di uomini e donne affacciati alle paratie: «Grazie Piombino! », hanno gridato sbracciandosi verso gli uomini che a terra avevano seguito le delicate operazioni di ormeggio della più grande nave mai attraccata a Piombino.

Ci sono state anche lacrime, a terra, per l’emozione, di uomini abituati a fronteggiare eventi molto più rischiosi e complessi, a volte tragici, che fin da domenica mentre sui social divampava una polemica crudele sui potenziali rischi collegati all’accoglienza della nave della Costa, per la presenza a bordo di alcuni membri dell’equipaggio presumibilmente contagiati dal coronavirus, si erano mostrati non solo disponibili ma anche fieri di dare un aiuto a quella gente.

A terra col sindaco Francesco Ferrari, che aveva accolto domenica la richiesta della ministra dei trasporti Paola De Micheli, c’erano insieme alla protezione civile, Autorità portuale e capitaneria che hanno coordinato le operazioni carabinieri, polizia, finanza, i volontari della Misericordia, ormeggiatori, piloti, portuali, port security, operatori marittimi.

Dal primo pomeriggio poi sono saliti a bordo i medici dell’Ufficio sanità marittima per verificare lo stato di salute dei membri dell’equipaggio. Sono cinque i soggetti che presentano sintomi mentre altri 13 restano sospetti con sintomi lievi: il caso più grave è già stato fatto sbarcare e condotto in un ospedale Covid, nelle prossime ore anche gli altri quattro pazienti saranno accompagnati in strutture sanitarie dedicate. I medici dell’Usmaf provvederanno a eseguire i tamponi su tutti i membri dell’equipaggio: sono già arrivati 720 kit e da oggi i medici cominceranno a eseguire i test partendo dai 13 casi sospetti e continuando poi col resto dell’equipaggio, con priorità per gli stranieri (a bordo ci sono marittimi di 19 diverse nazionalità) che possono già tornare nel loro Paese di origine. Il ministero degli Esteri ha già predisposto alcuni voli charter per rimpatriare i membri dell’equipaggio che risulteranno negativi al tampone: già oggi partirà un volo diretto verso l’Europa dell’est. Tutti i membri dell’equipaggio lasceranno Piombino con degli autobus dedicati seguendo un rigido protocollo di sicurezza.

Circa 600-700 persone lasceranno la nave entro il 3 aprile. In pratica nessuno dei contagiati o dei sospetti contagiati avrà alcun tipo di contatto con la città, salendo semplicemente su mezzi che li porteranno a destinazione o negli aeroporti, sempre seguiti dalla protezione civile scongiurando le preoccupazioni di una parte dei piombinesi.

A bordo rimarranno dunque 170 marittimi per garantire la sicurezza e l’operatività della nave, la più grande (306 metri di lunghezza, alta 69 metri e larga 37, capace di ospitare 5000 passeggeri) mai attraccata a Piombino.

La Diadema era arrivata nella notte tra domenica e lunedì davanti al porto di Piombino: dalle prime ore della giornata poi tutte le forze in campo guidate da Protezione civile, Autorità portuale col responsabile della sede piombinese, Claudio Capuano, il sindaco Ferrari, capitaneria, forze dell’ordine, piloti, ormeggiatori, hanno lavorato per sistemare innanzitutto la questione logistica, liberando intanto il molo Pecoraro da una nave della Grimaldi lì ormeggiata, prima di effettuare lo spostamento di alcuni traghetti fermi in porto così da permettere l’accesso alla Diadema.

Operazione completata nell’arco della mattinata, consentendo alla Diadema l’ingresso in porto, dopo giorni di peregrinazione.

L’ammiraglia della Costa crociere era partita il 13 marzo da Dubai, dove già aveva lasciato la nave un medico per il sospetto di un contagio da Covid, con l’obiettivo di raggiungere Savona. Poi però durante il viaggio un altro marittimo si è sentito male, ed è stato sbarcato a Cipro. Da lì a bordo è stato organizzato l’isolamento per le persone che accusavano i sintomi del virus. Quindi la nave è ripartita verso l’Italia dirigendosi a Gioia Tauro, dove però è stata respinta la richiesta di ormeggio, e poi verso Civitavecchia, che a quel punto sembrava la destinazione finale e dove da venerdì è rimasta in attesa fuori dal porto.

Il porto laziale infatti era già alle prese con la gestione di altre tre navi da crociera: così la Diadema ha fatto rotta verso nord con l’ipotesi di attraccare a Marsiglia, mentre a bordo le condizioni di salute di alcuni membri dell’equipaggio hanno fatto salire la preoccupazione.

Domenica pomeriggio poi, scartata l’ipotesi di ormeggiare a Livorno, ufficialmente per motivi legati a difficoltà logistiche sulle banchine, si è fatta largo l’idea di rivolgersi a Piombino, con la richiesta della ministra De Micheli, subito accolta dal sindaco Ferrari. —



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di Redazione web