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IL CASO

Coronavirus, in porto a Piombino la Costa Diadema. Fine dell'odissea per le 1250 persone a bordo

Cristiano Lozito
Coronavirus, in porto a Piombino la Costa Diadema. Fine dell'odissea per le 1250 persone a bordo

A bordo alcuni casi di sospetti contagi. Dopo 17 giorni in cerca di un approdo i marittimi esultato e gridano "Grazie Piombino"  

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PIOMBINO. La Costa Diadema,  nave da crociera con a bordo i soli membri dell'equipaggio, 1250 persone, è ormeggiata dalla tarda mattinata di lunedì 30 al porto di Piombino. Grida di giubilo dell'equipaggio quando la nave ha toccato terra, con i marittimi che gridavano "grazie Piombino" agli uomini che da terra avevano partecipato alle complicate operazioni di ormeggio.

Dal pomeriggio sono a bordo i sanitari: per tre marittimi c'è il sospetto che abbiamo contratto il coronavirus, un'altra ventina per ora ha accusato solo alcuni sintomi.

I tre sospetti positivi verranno portati con ambulanze specializzate in ospedali della Toscana, i sintomatici verranno trasferiti con tutte le precauzioni in una struttura appositamente organizzata nel Fiorentino. Gli altri (l'80 per cento dei marittimi è di nazionalità straniera) partiranno un po' alla volta con autobus messi a disposizione da Costa. A bordo rimarranno comunque 155 persone per garantire la manovrabilità della nave, la più grande mai attraccata a Piombino.

Dalle prime ore della giornata tutte le forze in campo guidate da Protezione civile, Autorità portuale col responsabile della sede piombinese, Claudio Capuano, il sindaco Francesco Ferrari, capitaneria, foze dell'ordine, piloti, ormeggiatori, hanno lavorato per liberare intanto il molo Pecoraro da una nave lì ormeggiata, prima di effettuare lo spostamento  di alcuni traghetti fermi in porto per permettere l'accesso alla Diadema.

La Diadema era partita il 13 marzo da Dubai, dove era già stato sbarcato un marittimo per il sospetto di un contagio da Covid, con l’obiettivo di raggiungere Savona. Poi però un altro marittimo si è sentito male durante il viaggio accusando i sintomi del coronavirus ed è stato sbarcato a Cipro. Quindi la nave si è diretta verso Gioia Tauro, dove è stata respinta, e poi verso Civitavecchia, che a quel punto sembrava la destinazione finale e dove da venerdì è rimasta invano in attesa fuori dal porto.

Il porto laziale infatti era già alle prese con la gestione di altre tre navi da crociera: così la Diadema ha fatto rotta verso nord con l’ipotesi di attraccare a Marsiglia, mentre a bordo le condizioni di salute di alcuni membri dell’equipaggio hanno fatto salire la preoccupazione. Domenica pomeriggio poi è spuntata l’ipotesi di Piombino e l’immediato ok offerto da Ferrari alla richiesta della ministra delle Infrastrutture Paola de Micheli ha fatto decidere per il nostro porto.

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