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emergenza coronavirus 

Colletta dei migranti ospiti alla Caravella Si autotassano per Villamarina

Manolo Morandini
Colletta dei migranti ospiti alla Caravella Si autotassano per Villamarina

«Lo facciamo per aiutare in questo momento di difficoltà» Oggi la consegna della donazione all’Azienda sanitaria

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Manolo Morandini /Piombino

Duecento euro per l’ospedale Villamarina. Arrivano da quel mondo a parte che da alcuni anni ha preso vita nell’ex residenza turistica alberghiera La Caravella. A due passi dal mare, in una delle zone più belle della Costa Est, l’emergenza causata nel nostro Paese dal coronavirus mostra la forza delle contraddizioni. Il ribaltamento ha i colori dell’arcobaleno e la forza del messaggio “#Andrà tutto bene”. La comunità di migranti ospiti del Centro di accoglienza straordinaria si autotassa. La colletta oggi sarà consegnata nelle mani di un referente dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest.

«Non lo facciamo per avere dei ringraziamenti, ma per aiutare in questo momento di difficoltà». A farsi portavoce degli ultimi degli ultimi è Samba Seydi. Il gesto ha il senso del sentirsi parte. «Vogliamo partecipare nei limiti delle nostre possibilità – dice –. Molti di noi non hanno un lavoro e abbiamo dovuto aspettare che ci fosse consegnato il pocket money per mettere insieme i soldi, con donazioni di uno o due euro a testa». Il pocket money è una sorta di diaria data direttamente ai rifugiati e richiedenti asilo ospitati nelle strutture di accoglienza, per le piccole spese. Settanta euro al mese che sono stati consegnati il 28 marzo.

«Abbiamo dovuto attendere che venissero distribuiti i pocket money – afferma Samba –. Ognuno ha dato ciò che ha potuto. Non sono molti soldi, ma è comunque un modo per partecipare e dare il nostro aiuto». Il passaparola. «Con alcuni amici abbiamo deciso di fare il giro del centro per parlare a tutti della situazione di emergenza – racconta – e dell’idea di fare una raccolta fondi per aiutare le persone che sono in difficoltà attraverso l’ospedale di Piombino».

All’interno del Cas La Caravella ci sono circa 150 ospiti. «Siamo informati dei rischi di questo virus e rispettiamo le regole stando all’interno della struttura. Tutti stiamo dentro. Anch’io che ho un contratto di lavoro in questo periodo resto a casa. Insomma cerchiamo di stare in sicurezza».

La raccolta servirà a sostenere le cure per i pazienti affetti dal virus che nei casi più gravi richiedono uno sforzo economico ingente da parte degli ospedali. «È un’iniziativa spontanea della comunità di migranti che apprezzo molto – sottolinea Elvio Topi, presidente del comitato di Piombino della Croce rossa italiana –. Prenderò contatto con l’Azienda sanitaria per capire come poter consegnare la donazione». La soluzione immaginata è quella di accompagnare due ospiti in rappresentanza della comunità a Villamarina, sul bus da otto posti della Croce rossa per le regole anti contagio, considerando un autista, di più non possono salire. I soldi intanto sono stati consegnati al direttore della struttura di accoglienza Andrea Martelli, che si è fatto carico di custodirli con tanto di ricevuta che ne attesta l’impegno. —

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