Lutto
«Jsw e Piombino Logistics, in corso attività non essenziali»
PIOMBINO
Non è andato bene il confronto in teleconferenza tra Cgil, Cisl, Uil e prefetto sul tema del lavoro nelle attività considerate non essenziali. «Attendevamo con ansia le risposte ai nostri legittimi quesiti – dicono in una nota le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm – ma il comunicato e le dichiarazioni del prefetto non possono assolutamente soddisfare le nostre richieste, per questo ribadiamo la richiesta di un incontro urgente per confrontarsi su quesiti specifici per i quali ci attendiamo risposte precise e rapide per evitare l’inutile rischio di vedere diffondersi l’epidemia nel caso di attività che non risultino essenziali».
In questo senso i sindacati chiedono una risposta, «in un senso o nell’altro, delle istituzioni comunali e regionali dai quali a ora i lavoratori non hanno avuto cenno di riscontro se non in qualche poco utile comunicato».
Due i quesiti che i sindacati ripropongono al prefetto: «In Jsw si sta lavorando al reparto Cse caricando su tradotta delle rotaie che andranno sul porto per poi essere caricate sulla nave da Piombino Logistics, dirette in Bangladesh e Croazia. Possiamo ritenerle lavorazioni essenziali, non essendo prodotti per la nostra Nazione ma diretti in altri paesi?».
Il secondo quesito riguarda Piombino Logistics, «impresa che svolge la propria attività esclusivamente per lo stabilimento Jsw e non ha nessuna possibilità di movimentare merci diverse da quelle siderurgiche di uno stabilimento fermo. È ragionevole – chiedono dunque Fim, Fiom e Uilm – autorizzare un’azienda che pur avendo un codice figlio dell’Ateco 52, di fatto non può lavorare conto terzi, ma solo su materiale siderurgici di uno stabilimento fermo?». —
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