Il Tirreno

Il sindaco di rio  

«Il fenomeno resta circoscritto Rimaniamo lucidi e calmi»

Corsini si rivolge ai cittadini: «Il fatto che i due casi positivi  appartengano allo stesso  nucleo familiare è un segno  di limitatezza della diffusione» 

3 MINUTI DI LETTURA





RIO MARINA

Non è andata come si sperava. Ma la situazione resta sotto controllo e non c’è una vera e propria escalation di contagi. Eppure a Rio, il comune al momento più colpito dall’emergenza coronavirus, i cittadini hanno vissuto un’altra giornata da dimenticare.

Dei 28 tamponi effettuati giovedì, sono arrivati 25 risultati, mentre 3 tamponi ieri sera non risultavano ancora processati. I 25, in compenso, sono tutti negativi. Ma, purtroppo, la doccia fredda è arrivata quando è stato reso noto l’esito dell’accertamento su due persone che erano state sottoposte a tampone nei giorni scorsi, nuovamente sottoposti a tampone vista l’inattendibilità (per cause tecniche) dell’accertamento precedente. Entrambe le persone, il presidente del consiglio comunale Mattia Gemelli (è stato lui stesso ad annunciarlo su Facebook) e una sua familiare, risultano contagiati dal Covid-19.

«Mi rendo conto che il messaggio che stiamo dando non è entusiasmante non è esattamente quello che avremmo voluto dare – ha spiegato il sindaco del Comune di Rio, Marco Corsini – ma al tempo stesso non è neanche così cattivo come avrebbe pure potuto essere, perché conferma che sul nostro territorio il fenomeno del contagio è circoscritto. Il fatto che i due casi positivi appartengano allo stesso nucleo familiare è il segno di limitatezza del contagio».

Il primo cittadino si rivolge ancora una volta ai riesi, sotto pressione in questi giorni difficili. «Invito a stare calmi – dice Corsini – anche la conferma di ulteriori due casi positivi non è un segnale preoccupante oltre misura: l’80% dei casi colpiti dal virus soffre di uno stato patologico non forte e di una malattia curabile in tempi ragionevoli. L’Asl segue con scrupolo tutti i casi e dà assistenza assolutamente efficace. Il primo caso di contagio è stato trasferito stamattina a Livorno ma non per ragioni connesse al virus, bensì per ragioni legate alle sue condizioni sanitarie precedenti».

Il sindaco, rivolgendosi alla cittadinanza, fa un appello all’unità e non risparmia critiche a chi, in queste ore, ha dato il via alla caccia all’untore o ha seminato sospetti tra i paesani.

«Insisto nel chiedervi di rispettare le regole, state calmi e rimanete lucidi – spiega – Vi avevo chiesto di tirare fuori l’orgoglio, vi chiedo di non tirare fuori la cattiveria. Sta girando la voce secondo cui i politici di questa amministrazione, il vicesindaco ed io, ci saremmo fatti fare tamponi in via riservata e con precedenza su altre persone. Si tratta di una miserabile e squallida malignità. Né io, né il vicesindaco abbiamo ricevuto un tampone, perché abbiamo preferito che questi mezzi diagnostici fossero riservati a chi ne aveva più bisogno. Non è il momento del sospetto, ma è il momento di stare uniti per uscire da un momento difficile tutti assieme». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa