Il Tirreno

il ricordo 

Dieci anni fa la morte di Alessio Sozzi, adesso è iniziata la catalogazione delle opere dell’artista piombinese

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PIOMBINO

Dieci anni fa la morte di Alessio Sozzi, pittore e scultore di fama. Nel ricordarlo anche alla sua città, la famiglia comunica che è in corso l’archiviazione delle opere.

Chi ne possiede disegni, pitture, sculture, potrà recensirle, in modo semplice, valorizzando così anche i i propri oggetti.

Sarà sufficiente inviare una foto (scattata anche con il cellulare) ed inviarla via wapp al 335 7516 019 oppure via mail a fabriziosozzi55@gmail.com indicando il nome del proprietario. Alessio Sozzi, nella sua lunga carriera, si è cimentato in tutte le tecniche dall'olio all'affresco, dall'acquerello, pastello alle tecniche miste. Nato a Piombino nel 1920, ha vissuto dal 1948 al 1960 in Argentina, a Buenos Aires dove ha lasciato una decina di grandi opere. Tornato in Italia, si era trasferito negli anni Settanta a Milano, non dimenticando mai la sua terra. A Piombino ha realizzato le sculture «Cavallo che nitrisce» (1973) e «L'umanità del Cotone» (1991). «Quest'ultima - commenta il figlio Fabrizio - è uno dei pochi manufatti nazionali sulle "Morti Bianche"; tema che sviluppò nella sua Cotone, dopo 60 anni dal tragico incidente che coinvolse il padre. Un tributo di sacrificio umano allo sviluppo della città/fabbrica per un comune progresso.Il monumento rappresenta un gruppo di donne con figli, che attende con sguardo fiero alla fabbrica, il ritorno del babbo».

La catalogazione ha lo scopo di mantenere vivo il patrimonio artistico di oltre 70 anni di attività. —



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