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Tecnologia 5G, il sindaco Govi rassicura: «Confermo il no»

g. p.

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Esiste una correlazione tra il coronavirus e il 5G? La nuova tecnologia a Wuhan e in alcune zone del Nord Italia è già attiva e, guarda caso, proprio nella metropoli cinese e in alcuni centri della Lombardia il Covid-19 si è sviluppato con grande virulenza: alcune ore fa una simile correlazione è stata sostenuta da Gunter Pauli, consulente economico del premier Conte, e com’era prevedibile, ha scatenato una ridda di smentite. Senza colore di partito. Ebbene, che cosa c’entra Monteverdi con tutto questo? C’entra eccome, con i dovuti distinguo. Sui social visitati dai monteverdini è stato postato un articolo del 19 maggio 2019 nel quale si ricorda che Monteverdi è stato scelto, unico piccolo comune della Toscana, per la sperimentazione del 5G. Notizia già nota, ma quell’informazione arrivata alla gente chiusa in casa, con la paura crescente del contagio (alcuni casi segnalati nel circondario), ha spinto all’insù il termometro della tensione. Allarmato, il capogruppo della minoranza, il medico Fabio Paolo Scotto, ha subito chiesto chiarimenti al sindaco dopo aver ricordato che l’opposizione si è sempre dichiarata contraria alla sperimentazione della nuova tecnologia sul territorio comunale.

Ieri il sindaco Francesco Govi ha affrontato la situazione via social e per telefono informando i cittadini che non sono intervenuti cambiamenti rispetto alla posizione ufficiale assunta dal consiglio comunale all’inizio di quest’anno con una mozione, come accennato, votata all’unanimità: «Confermo il nostro “no”, ma senza pregiudizi. Potremo mutare il nostro atteggiamento se e quando ci verranno presentati dei test rassicuranti. Mai prima di allora».

La nuova tecnologia, secondo i suoi sostenitori, è destinata a rivoluzionare la vita all’interno delle abitazioni: chi se ne doterà potrà attivare anche da remoto elettrodomestici di ogni tipo, caldaie, sistemi di sicurezza, apparecchiature per il comfort domestico tramite uno smartphone. Le case del futuro dovranno essere dotate di speciali antenne in grado di ricevere le frequenze 5G, i cui effetti sulla salute delle persone sono al centro di un vivace dibattito. Monteverdi entra in scena l’anno scorso, quando in modo del tutto occasionale si viene a sapere che giusto un anno prima, il 18 maggio 2018, l’Agcom (Agenzia per le comunicazioni) aveva completato le aste per l’assegnazione delle nuove frequenze alla compagnie telefoniche, e che tra i 120 piccoli comuni individuati per la sperimentazione vi era anche Monteverdi, unico in Toscana. Subito venne interpellata l’Arpat toscana, responsabile delle autorizzazioni all’uso delle nuove frequenze, che rilasciò una dichiarazione rassicurante precisando che «i limiti adottati in Italia sono i più severi in Europa». Non è bastata a Monteverdi, tanto che dopo una presa di posizione contraria del sindaco Govi, maggioranza e minoranza si ritrovarono su una linea condivisa e di netta opposizione alla sperimentazione 5G. Questa scelta ha suscitato anche critiche e ironie. E forse una maggiore attenzione alle attività pubbliche avrebbe evitato le ansie di alcuni monteverdini in queste ore. «Né l’Agcom né altro ente dello Stato ci ha mai comunicato – conclude il sindaco Govi – la scelta di Monteverdi. Ma ribadisco: noi non faremo da cavia a nessuno». —

g. p.



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