Il Tirreno

La mensa è chiusa, ma la generosità non si ferma

Stefano Bramanti
La mensa è chiusa, ma la generosità non si ferma

I volontari hanno dovuto sospendere i pranzi per 30-40 bisognosi, ma sono attivi nella distribuzione di cibo e vestiti

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Le restrizioni dovute alla pandemia da coronavirus hanno colpito anche il settore della solidarietà, verso le persone in difficoltà, assistite dalle associazioni di volontariato sull’isola. Ed è il caso dell’associazione San Giuseppe Onlus e della Caritas che porta lo stesso nome, enti che agiscono per la parrocchia retta da don Domenico Pinheiro, per cui i volontari hanno dovuto, per ovvi motivi, chiudere la mensa che giornalmente da anni accoglieva 30-40 persone, al pranzo dei giorni feriali.

In tal modo si riusciva a sopperire a situazioni particolari di indigenza o di difficoltà economica momentanea o di altro tipo, per cui fin dai tempi del compianto don Gianni Mariani era stata avviata questa iniziativa di solidarietà.

«Ora – dicono i responsabili della Caritas di San Giuseppe – per ragioni di sicurezza, in base alle disposizioni governative, abbiamo dovuto interrompere la mensa per tutelare sia i nostri volontari impegnati nella raccolta, preparazione e nella distribuzione dei generi alimentari nella mensa, sia per proteggere gli stessi ospiti. In ogni caso il nostro impegno prosegue con la distribuzione di generi alimentari e infatti collaboriamo anche con altre associazioni di volontariato locali, per raggiungere famiglie o persone che si trovano nel bisogno, qualunque esso sia e siamo sempre a disposizione nei limiti delle nostre possibilità per coloro che si rivolgono direttamente a noi».

L’attività solidale prosegue, seppure in modo diversificato, e la Caritas San Giuseppe collabora ad esempio con la Misericordia di Portoferraio, l’associazione “Insieme per l’Elba” e con le assistenti sociali dell’Asl isolana. Proprio quest’ultimo ente ha chiesto l’impegno del gruppo Caritas San Giuseppe e quindi l’operazione di aiuto viene portata avanti quotidianamente, secondo la necessità dei bisognosi. E la Caritas di cui parla era impegnata anche nella distribuzione, a chi è in difficoltà, di vestiario in buone condizioni, donato da anonime persone, ma anche tale servizio è stato interrotto perché non è possibile garantire la sicurezza dei volontari e di chi chiede aiuto, essendo ristretti gli spazi di certi locali dove si svolgeva il servizio, diventando non attuabile il mantenimento delle distanze tra le persone previste dalle regole. Però in caso di urgente necessità i volontari sono sempre disponibili. —

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