Sicurezza
Spesa vietata (con eccezioni) in altri comuni
Il Comune di Capoliveri chiarisce: «Spostamenti consentiti solo dove non vi sono punti vendita o per beni irreperibili»
PORTOFERRAIO
I decreti che si sono susseguiti in questi giorni da parte del governo per limitare al massimo tutti dal contagio Covid-19 hanno ristretto ulteriormente le possibilità di movimento dei cittadini.
L’ultimo riguarda proprio la possibilità di spostamento da un comune all’altro, cosa che sull’Elba era una consuetudine, sia per motivi di lavoro che per la ordinaria quotidianità, come quella di fare la spesa nei negozi di alimentari che rispondono meglio alle esigenze. Il coronavirus è arrivato anche all’Elba e questo richiede sempre di più l’osservanza delle regole. Per fare chiarezza, della questione si è interessato il sindaco di Capoliveri, Andrea Gelsi, che si è rivolto al Prefetto per comunicare ai cittadini il comportamento corretto da tenere in piena emergenza, soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti in altro comune per fare la spesa alimentare o acquistare altri generi necessari. Diventa quindi importante capire se è obbligatorio fare la spesa nel proprio comune di residenza o è possibile farla anche nel comune limitrofo. La riposta è stata resa pubblica da un post sui social network da parte del vicesindaco Capoliverese Ruggero Barbetti. In pratica non è obbligatorio fare la spesa nel proprio comune di residenza ma si deve fare nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, in quello più vicino al luogo di lavoro. È stabilito dal nuovo decreto governativo infatti che gli spostamenti devono essere limitati allo stretto necessario, sia tra comuni limitrofi che all’interno dello stesso territorio comunale. Viene ricordato all’amministrazione capoliverese e che in ogni caso, come previsto per contrastare il rischio di contagio, deve essere sempre e rigorosamente rispettata la distanza tra le persone, sia negli spostamenti che in entrata, all’interno e in uscita dei diversi punti vendita che si frequentano per procurarsi il necessario alla vita quotidiana o i medicinali. In considerazione di questo, si legge ancora nella comunicazione del vicesindaco capoliverese, la spesa di regola si fa nel proprio comune, dal momento che è questo che dovrebbe garantire la riduzione degli spostamenti al minimo indispensabile, come richiesto a tutti. Se questo non è possibile, perché magari nel comune non sono presenti punti vendita o perché è necessario acquistare con urgenza un bene che non è reperibile nel territorio comunale dove si ha la residenza o il domicilio lo spostamento è consentito. Questo anche nel caso che il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel comune limitrofo . Comunque, gli spostamenti sono consentiti solo entro questi limiti, che dovranno essere autocertificati. —
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