Gioco
Si fermano le fabbriche tranne Logistics e Dalmine al lavoro per pochi giorni
PIOMBINO
Fabbriche ferme da ieri con poche eccezioni (Piombino Logistics e Dalmine, oltre che Jsw con numeri ridottissimi per spedizioni e savalaguardia impianti) e per pochi giorni, con i lavoratori in cassa integrazione: la richiesta è di 9 settimane, anche se Liberty Magona, la prima ieri a trovare rapidamente un’intesa tra sindacati e azienda – spera di poter ripartire dal 3 aprile.
Del resto Magona aveva già fermato le attività in precedenza con l’impegno a ripartire nella giornata di oggi, prima appunto dell’ultimo decreto del Presidente del consiglio dei ministri, mentre negli altri stabilimenti le attività erano state interrotte con gli scioperi.
Le deroghe sono per Piombino Logistics e Dalmine in base all’essenzialità di alcune produzioni, ma si tratta di un impegno per pochi giorni, legato nel primo caso ad alcune navi in arrivo e nel secondo alla produzione di tubi necessari in ambito sanitario.
Tutte le decisioni sono state prese nel corso di una giornata convulsa in cui le segreterie di Fim, Fiom e Uilm e le rsu sono state impegnate nelle trattative con le aziende – alcune delle quali volevano andare avanti con la produzione.
Fim, Fiom e Uilm comunque hanno reiterato la richiesta di incontro col prefetto.
«In Jsw è stata attivata la cassa integrazione speciale Covid19 con effetto retroattivo al 23 marzo per la durata di 9 settimane», si legge in una nota sindacale.
L’accordo porterà da oggi (e intanto) fino al 3 aprile ad avere una minima presenza in fabbrica.
Saranno attivi e ridotti come produttività solo i reparti di spedizione e magazzinaggio, salvaguardia impianti e presidi.
«La presenza all’interno della fabbrica – dicono i sindacati – sarà di massimo 30 lavoratori a turno». Oggi inoltre è previsto l’arrivo di 1000 mascherine protettive.
«Lo sciopero – dicono Fim, Fiom e Uilm – e la quasi totale adesione del personale Jsw ha permesso alle organizzazioni sindacali di ottenere tutele maggiori per i lavoratori, abbiamo dovuto purtroppo trovare soluzioni estreme per far fronte alle falle del sistema, mentre noi siamo sempre stati sul pezzo, cercando di far attuare alle aziende i decreti. Le istituzioni tutte hanno annunciato chiusure, salvo poi lasciare soli gli Rls e le organizzazioni sindacali a gestire tra mille difficoltà le varie eccezioni e allegati ai decreti». –
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