Il Tirreno

associazione a sinistra 

«L’idea del drone serve solo a gettare benzina sul fuoco»

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PIOMBINO

Un drone anche passata l’emergenza? E cosa ne pensano le opposizioni? È quanto chiede l’associazione “a Sinistra” a proposito della decisione del sindaco di Piombino, sul modello di altri comuni come Grosseto, di utilizzare un drone per monitorare gli spostamenti. «Una scelta - scrive “a Sinistra”che non condividiamo assolutamente, a cui seguono le dichiarazioni ancora più allarmanti dell’assessore Gelichi, il quale addirittura ipotizza che il drone possa restare in servizio anche passata l’emergenza. È in atto un processo di colpevolizzazione del cittadino priva di alcun fondamento. Una strategia di vecchia data: alterare la percezione dei dati fino a portare le persone a richiedere misure sempre più restrittive, in nome di una presunta disobbedienza dei cittadini. Un modo per affidarsi a un regime paternalistico a cui vengono consegnate le chiavi per entrare nel nostro privato. Chi è Drone Etruria? Chi è questa gente che avrà l’autorizzazione di spiare la privacy dei cittadini? È grave perché la polizia municipale non ha competenze in materia di ordine pubblico e sicurezza. È grave perché il servizio è gratis, il che fa pensare a una sospetta anomalia, anche in virtù del fatto che associazioni che gestiscono scuole di volo per brevetto di pilotaggio drone ce ne sono molte in Toscana. Su quale base è stata scelta proprio questa? Ci sono state gare o procedure di evidenza pubblica per la selezione? È grave perché non viene specificato quale sia l’accordo tra Comune e forze dell’ordine. Esattamente chi è che gestisce o coordina questa cosa? Polizia, carabinieri o vigili?».

«È evidente - prosegue l’associazione - che la misura sia nettamente squilibrata rispetto alle reali emergenze del nostro comune, dove per ora i positivi sono appena lo 0,07 % della popolazione e dove questa supposta inciviltà diffusa è tutta da dimostrare. Questi presunti numerosi assembramenti dove stanno? I dati che verranno ottenuti che fine faranno? Siamo sicuri che non ci saranno registrazioni? Nel caso dovessero esserci chi li utilizzerà? Come? Chi assicura che non vengano utilizzati per altri scopi? Tra i cittadini il clima sta degenerando velocemente proprio a causa delle già forti misure restrittive a cui tutti siamo sottoposti. L’idea del drone getta benzina sul fuoco in un clima già pesante e instilla il pensiero pericolosissimo che meno libertà abbiamo in questo momento, meglio è. Rifiutiamo completamente questa idea. Ad essa contrapponiamo la nostra visione, fatta di responsabilità sociale e collettiva, non individuale. Un fondamento democratico che non può venir meno e che può risultare centrale anche durante una crisi gravissima come questa».

«L’ordinanza dell’Enac di lunedì - conclude “a Sinistra” - non cambia minimamente la nostra opinione. Anzi, aggiunge un elemento: il limite temporale del 3 aprile e che i droni i siano “nella disponibilità della polizia locale”. Ci piacerebbe sapere anche: cosa ne pensano le varie forze di opposizione in consiglio comunale». —

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