Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

Mascherine e guanti sono introvabili Tutte le farmacie ne sono sprovviste

Francesca Lenzi
Mascherine e guanti sono introvabili Tutte le farmacie ne sono sprovviste

Tra ordini confermati e consegne continuamente rinviate Continue le richieste dei cittadini, anche via telefono

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PIOMBINO

Qualcuno lo scrive su un foglio direttamente all’ingresso, qualcun altro ci spera ancora, ma sempre con meno ottimismo, tutti sono costretti a scuotere la testa di fronte alle tantissime richieste. L’oggetto più desiderato del momento è la mascherina per difendersi dal coronavirus. C’è anche il gel igienizzante per le mani fra il materiale più ricercato, ma se questo è disponibile in più farmacie, sulle mascherine il futuro, immediato e prossimo, appare quantomeno incerto.

Abbiamo chiamato tutte le farmacie di Piombino per capirne la presenza, o meno, per avere un’idea dell’eventuale tempistica sul rifornimento, e per renderci conto di quanta e quale sia la domanda. Partendo dal fondo, la richiesta è molta e incessante. Sia per via telefonica che direttamente in negozio. La disponibilità, invece, è nulla, soprattutto per le mascherine, e la prospettiva nerissima fra ordini annullati e consegne rinviate di giorno in giorno. Va da sé che il momento è caotico, in continua evoluzione e quel che scriviamo oggi potrebbe cambiare nelle prossime ore.

Iniziamo da chi non ha nulla, né mascherine, né gel igienizzante per mani. «Abbiamo ordinato tutto, e chiamiamo ogni giorno, più volte al giorno, il rappresentante che rimanda l’arrivo alla settimana successiva – afferma Federica Becherini della farmacia comunale di piazza della Costituzione – Purtroppo andiamo avanti così da un mese, ormai. Ci attacchiamo ai magazzini, a volte riusciamo a reperire un paio di pezzi di gel. Ma proprio due, mentre di mascherine il nulla assoluto». Stessa storia nelle altre due farmacie comunali. «La gente chiede in continuazione – spiega Simone Rossi, direttore della farmacia in piazza Cappelletti – Gli ordinativi sono in corso, ma non arrivano; forse, e giustamente, vengono dirottati dove hanno più bisogno, come negli ospedali. Fatto sta che siamo in attesa. Per il gel vale lo stesso. È in ordine, ma le ditte presumibilmente consegneranno fra una decina di giorni, comunque ad aprile». «Le persone ci chiedono mascherine e gel in modo incessante – le parole del direttore della farmacia comunale di via Ischia, Giacomo Ferrari – Il 99% delle telefonate che riceviamo sono per questo. Ci sono degli ordini attivi, ma la certezza che arrivino non l’abbiamo. Avevamo un ordine di 10mila guanti per esempio, e ce l’hanno annullato. Insomma, gel, mascherine e guanti per ora sono introvabili. Io sono riuscito a reperire un pochino di alcol. Se riesco a trovare anche l’addensante, il gel lo faccio in laboratorio, ma ora come ora è difficile reperire anche le sostanze».

Se le mascherine continuano a mancare ovunque, il gel altrove si trova. «Il gel è arrivato e lo facciamo anche noi, quindi siamo coperti su questo fronte – afferma Elisa Quattrini della farmacia del Corso, in corso Italia – Ora stanno scarseggiando i guanti. Li diamo un po’ alla volta per cercare di accontentare un po’ tutti. Quanto alle mascherine è tutto fermo. Anche noi abbiamo quelle a tre veli, ma portiamo le stesse da tre settimane e le disinfettiamo con la soluzione idroalcolica». «Dopo un momento complicato, il gel per le mani l’abbiamo – dice Paola Rosi della farmacia Abagnale in piazza Belinguer – Le mascherine nulla. Dovrebbero arrivare domani, sono in prenotazione. Vediamo». «Il gel l’abbiamo tranquillamente, dopo qualche problema nei giorni scorsi – le parole di Cindy Gambassi della farmacia Giovannetti di via Petrarca – Le mascherine, invece, no. L’ordine è in corso. Dovrebbero arrivare, ma sarebbero dovute arrivare già la scorsa settimana».

«Il telefono squilla dalla mattina che apriamo, fino alla sera che chiudiamo – spiega Enrico Tronci della farmacia in via De Sanctis – Avevamo anche delle consegne previste. Una di mascherine doveva arrivare stamattina (ieri ndr), ma ce l’hanno sposata a mercoledì. E francamente a dirlo mi sembra di prendere in giro la gente. Succede così ogni volta, non arrivano mai. Per il gel, invece, siamo a posto, dal momento che abbiamo le materie prime e lo facciamo anche noi. Quanto alle mascherine, però navighiamo in alto mare. A chiedere adesso sono soprattutto i cittadini mentre prima, quando ancora erano aperte, le aziende». «Per il gel non abbiamo problemi e al momento lo abbiamo – afferma Letizia Scaramucci della farmacia in via Antonio da Piombino – Le mascherine, invece, non le abbiamo mai avute. Anche per noi ce le siamo dovute procurare fra alterne vicende. Lo sapete, piuttosto, quanti medici sono morti finora in Italia? 20. E non fanno i tamponi né a medici, a farmacisti, a operatori in genere, e neppure alle commesse dei supermercati. Questo è un fatto molto grave».

«Il gel l’abbiamo, e di vari tipi – parla Marco Viti della farmacia in lungomare Marconi – Le mascherine no, e credo non risolveremo mai. La novità di questa mattina (ieri ndr) è una circolare che prevede da parte della Protezione civile la requisizione di tutte le mascherine FFP2 e FFP3. Questo vuol dire che, anche cercando di acquistarle, pagando in anticipo, rischieremmo di vedercele requisire. Parlavo poco fa con un medico di Grosseto, nel reparto virale. Anche loro le stanno cercando. Sarebbero disponibili a pagarsele, ma proprio non si trovano. E alla luce di questa uscita della Protezione civile diventa più problematico. Per la popolazione l’unica soluzione sono le mascherine chirurgiche che si trovano a spot o arrangiarsi – prosegue Viti – Ho fatto un video su Facebook dove mostro come realizzare una mascherina, usando garze, un fazzolettino di carta o ovatta. A costo ridottissimo. E contengono. Per capirsi, con le mascherine con la valvola, nelle quali si respira un pochino meglio, in aspirazione la valvola è chiusa e filtri quello che è fuori, ma quando butti fuori l’aria, la valvolina si apre. Insomma, proteggono te ma non gli altri. Formalmente sono meglio perciò quelle senza valvola». —

Francesca Lenzi

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