Il Tirreno

I ragazzi mettono le nonne a produrre mascherine

I ragazzi mettono le nonne a produrre mascherine

L’iniziativa del Forum giovanile per arginare i rischi di contagio del virus Avviati i contatti con le associazioni di volontariato per distribuire le protezioni

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PORTOFERRAIO

Nei difficili tempi del coronavirus è partito il recupero scolastico via internet, gestito dal Forum giovanile dell'Arcipelago Toscano, organizzato dagli studenti delle superiori. E ora cercano anche adesioni della Protezione civile e altre associazioni di volontariato, per produrre le mascherine made in Elba, fatte direttamente dalle nonne di Marciana Marina ma anche di altri comuni dell'isola, unitamente ad altre generose signore sensibili al problema, che hanno aderito al Forum giovanile tramite Facebook. Lo scopo è quello di contrastare il contagio da coronavirus, ormai approdato all'Elba, vista anche la carenza di tale strumento di protezione dal contagio che esiste ovunque. Parte infatti un appello in tal senso da parte del movimento nato nell'extrascuola, grazie ai ragazzi del Cerboni e del Foresi, coordinati da Pietro Gentili, Riformato, Lupi, Melani e altri, che vedono anche crescere le adesioni allo sportello informatico nel web, usando Facebook e Instagram, teso al sostegno di studenti in difficoltà nelle materie scolastiche. E quindi mentre si stanno svolgendo via rete telematica le lezioni promosse dagli istituti superiori diretti dai presidi Fazio (Foresi) e Rando (Cerboni), vari docenti volontari hanno preso contatto con i giovani, ambosessi, che chiedono aiuto essendo rimasti un po’ indietro nello studio di alcune tematiche scolastiche. Ma non solo, cresce l'impegno dei giovani per arrivare a produrre e distribuire agli anziani e a chi vuole proteggersi dal virus, delle mascherine di protezione fatte a mano. Gli studenti per l'azione di costruzione delle mascherine elbane dispongono di varie persone che hanno aderito all'iniziativa, una catena solidale nei vari comuni isolani, pronta a produrre questi strumenti di sicurezza. «Per quanto riguarda le mascherine – precisa Gentili – sono sopratutto le nonne che ci aiuteranno, tra cui mia nonna Oliva Berti e altre signore che ci sostengono con entusiasmo. Noi speriamo innanzitutto nell'adesione delle associazioni di volontariato, perché loro dovranno poi distribuirle nel territorio. Non possiamo farlo noi o i volontari che le produrranno e che già abbiamo contattato e sono numerosi. Ad esempio avevamo trovato nove volontarie a Marciana Marina ma per complicazioni organizzative la cosa non ha preso il via solo perché stiamo ancora cercando di definire le modalità esatte».

E il giovane segnala pure che già membri della giunta Papi e altri volontari, a Porto Azzurro, stanno realizzando le mascherine con un metodo costruttivo analogo a quello che loro attueranno grazie alle nonne volontarie. «Quindi ora parte il nostro appello – conclude Gentili – ad altre associazioni che vogliano fungere da distributori delle mascherine. Abbiamo mandato una posta elettronica anche a tutti i sodalizi di protezione civile e simili dell'isola. Quando avremo la certezza che ci sono questi gruppi addetti alla distribuzione, con le giuste modalità previste dai regolamenti governativi, allora accendiamo i nostri volontari che potranno creare le protezioni con tessuto non tessuto, ponendo nel mezzo una velina medica e quindi saranno applicati degli elastici e il tutto fissato semplicemente con delle spillatrici adatte. Ci riforniamo a Portoferraio per avere tali materiali e appena c'è l'ok delle associazioni partirà la produzione». —

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