Sicurezza
Ferrari: «Una decisione giusta per ripartire più forti domani»
piombino
Anche il sindaco Ferrari e l’assessore Nigro intervengono auspicando la chiusura delle fabbriche. «Le fabbriche – dichiara il sindaco – sono inevitabilmente un luogo di assembramento quindi, nell’ottica di difendere la salute collettiva, l’unico modo per evitare che il virus si diffonda è chiudere gli impianti. Era un provvedimento atteso, forse anche tardivo, comunque sono convinto che il sacrificio di qualche settimana di chiusura sia doveroso in un’ottica di tutela della salute collettiva come assoluta priorità. Evitare gli assembramenti è indispensabile per contrarre i tempi dell’emergenza e poter ripartire a pieno regime più rapidamente. Serve senso di responsabilità e la collaborazione di tutti, sia dei cittadini che degli imprenditori. Chiudiamo oggi per ripartire più forti domani ma, comunque, superato questo momento di emergenza, servirà un massiccio intervento dello Stato a supporto delle attività e dei professionisti colpiti dalle conseguenze di questa chiusura forzata, inclusi tutti gli operatori del settore turistico. Adesso stiamo vivendo un’emergenza sanitaria senza precedenti ma domani dovremo fare i conti con le conseguenze che avrà sul tessuto economico e sociale del territorio».
«Le nuove disposizioni – dichiara Sabrina Nigro, assessore alle Attività produttive – interessano sostanzialmente le attività produttive, per quanto riguarda il commercio nulla è cambiato rispetto alle disposizioni precedenti. È una doverosa integrazione al precedente decreto in quanto non aveva ancora incluso l’attività delle grandi aziende. Alcuni imprenditori avevano già sospeso la produzione autonomamente, dimostrando grande senso di responsabilità nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, sia dell’azienda che dell’indotto. Evitare assembramenti e contatti in un ambiente come quello della fabbrica è particolarmente difficile e sono convinta che la chiusura sia l’unica strada percorribile per garantire veramente la sicurezza di tutti».
Oltre alle tipologie di aziende indicate nell’allegato 1, restano consentite anche le attività ad esse correlate nonché i servizi essenziali e di pubblica utilità previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite.
È sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza. Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti. Le imprese che le cui attività sono sospese devono completare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo. —
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