Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

Tutti negativi i 75 tamponi fatti alla Rsa Scongiurato il rischio del focolaio

Ferrari: «Bene l’Asl che è intervenuta tempestivamente a San Rocco». Il Comitato dubbioso: «Si è agito con leggerezza?»

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PIOMBINO

Sono tutti risultati negativi i tamponi eseguiti venerdì scorso su 75 persone, ospiti e operatori della residenza assistita di San Rocco: sia i 29 residenti che i 46 operatori non risultato contagiati.

Quindi, il numero complessivo di casi rilevati nella rsa rimane 5, tra cui due sono ricoverati in ospedale e tre isolati nella residenza assistita di San Rocco e monitorati dall’Asl. Monitoraggio che ovviamente proseguirà anche su tutti i soggetti risultati negativi.

Una buona notizia, che sgombra il campo dai timori – dopo i primi casi positivi – che nella rsa si fosse sviluppato un focolaio che avrebbe potuto causare gravissimi problemi.

Si dice «molto sollevato» anche il sindaco Francesco Ferrari, perché appunto «il timore di un focolaio in una simile struttura, i cui residenti sono anziani e, quindi, particolarmente vulnerabili, mi preoccupava enormemente. Posso solo immaginare lo stato d’animo degli operatori che lavorano nella struttura – prosegue Ferrari – e, soprattutto, degli ospiti e dei loro familiari: sono veramente felice che la situazione sia tornata sotto controllo. La mia assoluta gratitudine va all’Asl che è intervenuta tempestivamente con le misure di contenimento del contagio evitando il peggio».

«Gratitudine e solidarietà» viene espressa dal sindaco anche «agli operatori di quella struttura e di tutte le altre, perché anche loro, al pari del personale sanitario ospedaliero, sono in prima linea nella gestione di questa emergenza. La situazione, comunque, rimane critica: dobbiamo essere rigorosi e rimanere a casa per la sicurezza di tutti».

Nella giornata di ieri sono stati accertati due nuovi casi di coronavirus a Piombino, che hanno fatto salire a 21 il numero complessivo dei soggetti positivi. «Si tratta di due cinquantenni – si legge in una nota diffusa dal Comune – che hanno avuto contatti con una persona precedentemente contagiata. Sono comunque a casa in buone condizioni seguiti dal proprio medico curante». Come di consueto, l’Asl sta ricostruendo i contatti avuti nei giorni scorsi e provvederà ad avvertire le persone in questione.

Chi esprime dubbi sulla gestione dell’emergenza, in particolare quella riscontrata in questi giorni alla rsa, è il Comitato salute pubblica, secondo cui «l’aumento dei casi di positività, la fragilità delle persone assistite, la promiscuità relazionale, la mancanza dei dispositivi di protezione agli operatori doveva costituire un input importante per la organizzazione di piani di sicurezza della Rsa. Forse si è agito con leggerezza?». Il Comitato chiede quindi a Donatella Pagliacci, direttore della Società della salute, rispetto alla struttura di San Rocco, «quale piano di monitoraggio intende ora adottare? Come mai in una situazione di grave emergenza sanitaria gli operatori della Rsa non sono stati dotati preventivamente dei presidi di protezione che ci risulta siano stati consegnati solo oggi?». E inoltre, «gli ospiti contagiati non sono stati tutti trasferiti, possono rimanere nella struttura insieme a quelli non contagiati?». —

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di Redazione web