Il Tirreno

«L’ospedale ha bisogno della rianimazione»

I pazienti oncologici di Diversamente Sani scrivono a Rossi: «In questa emergenza siamo nudi in mezzo a una guerra»

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PORTOFERRAIO

L’ospedale elbano sia dotato di posti di terapia intensiva e di un reparto di rianimazione. La richiesta, formulata in una lettera inviata al presidente della Regione Enrico Rossi, arriva da chi, per motivi di salute, si sente più esposto all’ondata del coronavirus. In particolare l’appello arriva dai malati oncologici dell’associazione Diversamente Sani.

«Siamo l’associazione Diversamente Sani Onlus – scrivono i pazienti oncologici rivolgendosi al Governatore – un’associazione di malati oncologici nata sul territorio elbano.Le scriviamo durante questa emergenza sanitaria per portare alla sua attenzione la situazione dell’Isola d’Elba che si trova a dover affrontare la pandemia senza un reparto di rianimazione/terapia intensiva». La preoccupazione dell’associazione Diversamente Sani è amplificata, dal momento che i pazienti iscritti, essendo affetti da tumori, sono più fragili di fronte a una eventuale avanzata dei contagi.

«In qualità di malati oncologici la nostra preoccupazione supera di gran lunga quella dei soggetti potenzialmente sani – scrivono dall’associazione elbana Diversamente Sani – e , come ben sa, già curare un cancro all’Isola d’Elba è particolarmente difficile, perché siamo costretti per la quasi totalità degli esami di controllo ad andare fuori dall’isola, come per la radioterapia ma anche per un semplice consulto ematologico». Trasferimenti che, in questi giorni, espongono i pazienti elbani a possibilità di contagio.

«Quello che chiediamo è che, alla luce di quanto sta accadendo nella nostra nazione, l’Elba venga resa autonoma in termini di servizi sanitari e che questa particolare congiuntura storica serva ad intensificare gli sforzi fatti dalla Regione in questi anni». Una richiesta precisa, quella dei Diversamente Sani, che arriva in una fase di emergenza nella quale, in tutto il territorio nazionale, ci si è resi conto dell’importanza di avere un sistema sanitario perfettamente funzionante.

«Noi malati oncologici siamo nudi in mezzo alla guerra, costretti ad affidarci al buon senso altrui e alla buona sorte. Vogliamo continuare a credere nelle istituzioni, a credere che siano dalla nostra parte, a credere che ci sia davvero qualcuno che pensa a noi mentre tutto sembra andare a rotoli – spiegano i Diversamente Sani rivolgendosi a Rossi – Certi della sua comprensione, le chiediamo di darci un gentile riscontro quanto prima a conferma che queste parole non andranno perdute». —

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