Il Tirreno

a piombino 

Controlli serrati sul porto su chi si imbarca per l’Elba

Controlli serrati sul porto su chi si imbarca per l’Elba

Dopo il via libera del ministero al presidio costante i varchi restano semi-aperti ma sui piazzali le verifiche  interessano tutti i passeggeri

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PIOMBINO

Le transenne chiudono il passaggio in quattro delle cinque corsie disponibili. I mezzi che arrivano al varco presidiato dal personale della security portuale rallentano il passo, poi procedono verso i piazzali di imbarco, dove ad attenderli ci sono, oltre al personale delle compagnie di navigazione, gli uomini della guardia di finanza. Non sarà un porto completamente sigillato, visto il traffico essenziale di merci e di pendolari. Ma di certo quello di Piombino è un porto controllato, nei giorni dell’emergenza del coronavirus. Dopo il via libera incassato dal ministero dei Trasporti, l’infrastruttura portuale non ha visto mutare un granché l’intensità dei controlli. Il Tirreno si era recato sul porto martedì scorso e aveva trovato gli uomini della Finanza che controllavano, vettura dopo vettura e passeggero dopo passeggero, tutti i passeggeri (pochissimi in verità) che si imbarcavano sul traghetto delle 15. Stesso orario, tre giorni dopo. E il quadro non è cambiato un granché. Il traghetto Monttomoli della Toremar è ormeggiato in banchina. Scendo uomini e mezzi dall’Elba, mentre i mezzi in attesa dell’imbarco (in tutto una decina) si dispongono nel piazzale, dove i militari della guardia di finanza iniziano lo scrupoloso giro di controlli. Chiedono ai passeggeri la provenienza, i motivi dell’imbarco, chiedono di compilare le autocertificazioni. Solo dopo che i controlli sono esauriti, il personale delle compagnie di navigazione strappano i biglietti e la nave, una volta imbarcate tutte le automobili, parte. —

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