Sicurezza
Jindal scrive ai dipendenti: «La salute è prioritaria»
Intanto Camping cig e Opposizione interna Cgil chiedono lo stop per 15 giorni
PIOMBINO.
Dopo l’annuncio, pochi giorni fa, oggi si insedia il Comitato sicurezza in Jsw nato nel rispetto del decreto Covid 19. I membri (l’azienda, Rls, Rsu e medico di stabilimento) si confronteranno in teleconferenza. Si verificheranno criticità nell’attuazione delle prescrizioni e si saprà se saranno introdotte misure aggiuntive.
In una lettera aperta ai dipendenti, Sajjan Jindal sostiene di avere come priorità la salute dei propri collaboratori e delle loro famiglie. Il messaggio del presidente del gruppo Jsw è scandito da suggerimenti legati alla propria sfera culturale (fare joga, meditazione ed anche esercizi fisici) e da inviti al rispetto delle misure individuate. In un paio di passaggi si accenna alla necessità di rimanere a casa. Per chi è al lavoro, l’appello è a verificare «che il management di Piombino assuma adeguati accorgimenti per garantire massima priorità alla vostra salute nei luoghi di lavoto e assicurare che siano seguiti i protocolli governativi previsti per la disinfezione e l’igienizzazione».
«Come Rls è quello che stiamo chiedendo da quando è iniziata la crisi sanitaria», replica Daniele Pallini coordinatore Uilm. «E’ importante - dice - che ognuno faccia la propria parte per garantire la sicurezza di tutti ed il rispetto delle norme del protocollo di sicurezza. Sollecito tutti i lavoratori a informare la Rsu/Rls su qualunque problema e nel dubbio invitiamo a fermarsi cautelativamente per garantire la propria ed altrui salute».
Per i sindacati attualmente, e il termine è sottolineato, ci sono le condizioni per poter operare. I numeri sono stati fissati: non più di 10 persone negli spogliatoi nel rispetto delle distanze, non più di 14 (o di 9 a seconda del mezzo) sui pullman interni. Mascherine contingentate, consegnate a chi per postazione e per dinamica lavorativa, vede ridotto il metro di distanza dal collega. Questo dice il decreto, ritenuto decisamente insufficiente da più parti. Da lì arriva la richiesta di chiusura come avvenuto in Magona dopo i due casi positivi. Con una nota congiunta tra Camping Cig e Opposizione interna Cgil si parla di scelta politica sbagliata del Governo. Da cui sarebbero arrivate molte raccomandazioni ma pochi precisi obblighi per le aziende.
Oltre a sollecitare comportamenti personali virtuosi, vengono formulate proposte per le fabbriche locali. In prima battuta, lo stop alla produzione per il periodo di almeno 15 giorni per mettere in atto tutte le azioni necessarie: definizione di pratiche operative per l’ accesso-uscita, uso della mensa, riorganizzazione spogliatoi; lavori per sistemazione docce, manutenzione areatori e condizionatori; reperimento DPI, corsi di formazione-addestramento on line; mascherine ffp2 per i più esposti; mascherine “chirurgiche” per tutti gli altri.
Il secondo passaggio focalizzato è la costituzione, in seno alla ASL, di una task force, con compiti ispettivi, composto da operatori delle Unità Operative di Prevenzione nei luoghi di lavoro, di Igiene Pubblica, e di Malattie Infettive. Funzioni: sorvegliare le iniziative nelle aziende; controllare, al riavvio della produzione, con sopralluoghi, la rigorosa applicazione delle misure necessarie; controllare periodicamente la concreta persistenza delle misure adottate, pena la sospensione della attività per il tempo necessario a ripristinarle.
Le due organizzazioni sollecitano la rilettura della situazione allo scadere dei 15 giorni e visita medica con “tampone” a tutti alla ripresa. —
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