La protesta
Il Parco tenta l’ingresso nella “green list” della Iucn
L’ente elbano in corsa assieme alle Foreste Casentinesi e al Gran Sasso per entrare nel gotha internazionale della conservazione della biodiversità
PORTOFERRAIO. È a buon punto il percorso per la certificazione di qualità del Parco nazionale dell'arcipelago. Insieme con l’ente elbano, gli altri due parchi nazionali, le Foreste Casentinesi e il Gran Sasso. Ne dà notizia lo stesso ente dell'Enfola, che ammette quanto stia sempre più crescendo in Italia l'interesse della 'Green List' dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), l'organismo che rappresenta il primo standard globale per la valutazione delle aree protette.
«Il valore di Green List – considera Giampiero Sammuri, presidente del Parco nazionale, nonché presidente di Federparchi – non risiede unicamente in una gratificazione per le capacità di un Parco. Ma ha risvolti molto importanti per le politiche di sostenibilità di tutto il pianeta. Riuscire a dimostrare l'efficacia e i risultati delle proprie azioni per il territorio e gli abitanti significa affermare con forza il proprio ruolo e ottenere anche maggiore ascolto e risorse sia dal pubblico sia dal privato».
Sarà un cammino impegnativo, ma che porterà indubbi risultati. «È grazie all'impegno del ministero dell'Ambiente e al supporto di Federparchi – si legge sul sito www.parks.it – che le aree protette italiane stanno svolgendo le procedure per aggiungersi al parco nazionale del Gran Paradiso che si appresta, invece, a rinnovare la sua presenza nella Green List».
Infatti il primo parco a entrare nella Green List della Iucn è stato il Gran Paradiso, nel 2014. Come bisognerà agire? Per accedere alla Green List le aree naturali protette devono rispondere a tutti i requisiti di qualità richiesti dal global standard, sia in termini di conservazione del capitale naturale sia per quanto riguarda il management dell'area protetta.
«I criteri per l'accesso alla lista – si legge nella nota - hanno una specificità rispetto al paese ove si trovano, con ulteriori elementi di valutazione relativi all'adattamento alla loro realtà. Rilevanti sono anche i punti che riguardano la partecipazione e la condivisione con le comunità e il territorio in materia di sostenibilità». Aggiunge Sammuri: «Le finalità di un parco sono a servizio di tutta la comunità. In passato il loro compito sembrava relegato alla salvaguardia di specie e habitat in pericolo. Oggi è diventato parte importante di una sfida che impegna i responsabili politici ed economici di tutto il mondo. I parchi, soprattutto quelli riconosciuti Green List, rappresentano - conclude - un fondamentale riferimento tecnico e di governance per il mantenimento delle risorse naturali fondamentali per la salute e l'economia dei cittadini». —
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