Gioco
Alberto, l’uomo che tutti i giorni porta la spesa e le medicine
La moglie Letizia prepara le borse al negozio di alimentari e lui le consegna al domicilio di chi non può uscire di casa
PIOMBINO. Lui le consegne a domicilio le faceva già prima, portando la spesa a casa dei clienti più anziani o impossibilitati a muoversi. Figuriamoci ora al tempo del coronavirus, con le famiglie prigioniere in casa.
Alberto Piazzesi però non si limita a recapitare le borse della spesa. Porta medicine, giornali, sigarette, qualunque cosa gli chiedano.
Alberto è fatto così, lo è sempre stato. Se qualcuno ha bisogno, lui spunta e si mette a disposizione. Letizia Silvestri, la moglie, ha completato questa squadra di pronto intervento. Sono uguali: sempre pronti, sempre sorridenti. Sempre in azione con il cervello, con le mani, con il cuore. Alberto è cassintegrato e aiuta Letizia nel loro negozio di alimentari, lo storico “da Rosa” all’angolo tra piazza Gramsci e via Costa. Lo hanno rilevato da una decina di anni trasformandolo in una specie di luogo di aggregazione. Alberto e Letizia sono un po’ verdurai e fruttivendoli, un po’ animatori turistici, parecchio altruisti. E ideatori di mille iniziative.
Da quando è cominciata l’emergenza Coronavirus, sin dal primo giorno delle restrizioni imposte dal Governo, Alberto ha centuplicato le consegne a domicilio. Non è l’unico, tante altre persone da giorni si fanno in quattro per garantire questo tipo di servizio. Ma per i piombinesi ormai lui è diventato un punto di riferimento. Anche sui social, dove non passa un giorno senza che lui trovi il modo di scherzare, coinvolgere, filmare i personaggi più caratteristici di Piombino. Ieri ci siamo accodati, mantenendo la distanza di sicurezza, per osservarlo durante il suo giro quotidiano.
Il tour comincia alle 8 quando lui è già a bordo della sua scassata Opel Astra carica di borse e cassette. Le prime consegne le fa in zona. Via Buozzi, via Vespucci. Poi torna in negozio, aiuta Letizia, carica la macchina e riparte per un nuovo giro. Prima tappa, via Tellini. Suona, parla al citofono. «È la spesa, signora. Preferisce che gliela lasci in fondo alle scale o gliela porto sul pianerottolo? Ok, vengo su. A che piano, signora? Per pagare? Non si preoccupi, quando vuole». Quando scelgono di pagare subito, Alberto chiede che si procurino i soldi contati. Oppure si fa dire che pezzi hanno, in modo da preparare il resto in anticipo evitando il più possibile i contatti e la permanenza ravvicinata.
Da via Tellini il giro prosegue in via Primo Maggio. Stesso sistema, stessa rapidità. Pochi minuti dopo siamo in via Landi, in un cortile circondato da edifici. Qui ci sono da portare tre cassette piene di generi alimentari a una coppia di anziani. Due chiacchiere veloci per tirare su la signora, un po’ triste («La cosa brutta è non poter vedere mia figlia»), poi attenzione perché stanno passando altri due volontari, due ragazzi che portano cartoni di acqua al piano superiore. Abbiamo tutti le mascherine, ci parliamo con gli occhi, un cenno e via. Il giro prosegue in viale Regina Margherita, poi ancora in via Leonardo da Vinci per una chiamata al volo, quindi in via Cavour. Quindi nuovo carico in negozio e direzione Cotone-Poggetto.
«In media faccio dalle 20 alle 30 consegne al giorno – spiega Alberto – di solito la mattina e nelle prime ore del pomeriggio, salvo eccezioni. C’è bisogno di tutto, non solo della spesa. E poi ci sono casi particolari. Mi hanno chiamato due persone che vivono a Milano ma hanno i genitori a Piombino, semiallettati. Fino a ieri uno si prendeva cura dell’altro, ora sono in grave difficoltà. Hanno bisogno di alimenti, acqua, medicine. Anche l’Asl ci ha contattati, le assistenti sociali non ce la fanno a star dietro a tutti. E così ci siamo presi cura di due famiglie indigenti alle quali portiamo generi di prima necessità. Del resto se non ci diamo una mano fra tutti, come si fa?».
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