Addio a Renzo Mezzacapo: pittore, scrittore, maestro d’arte
È morto a 75 anni per l’aggravarsi della malattia. La famiglia con lui fino alla fine La figlia Irene: «Quando potremo, una grande festa coi suoi ultimi quadri»
PIOMBINO
Arte ovunque. Nella famiglia, nelle passioni, nell’impegno. Sempre inseguendo qualcosa di bello da condividere con le giovani generazioni. Renzo Mezzacapo è riuscito a vivere così sino agli ultimi giorni.
A dare l’annuncio della morte, ieri mattina la figlia Irene: «in questa bellissima giornata di sole, nostro padre Renzo ci ha lasciati – scrive – È stato un uomo grande, generoso, pieno di vita. Mi ha insegnato a lottare per ciò che si ama ed è quello che faccio quotidianamente. Ha amato molto la famiglia, la sua nipotina, l’arte, la libertà, l’uguaglianza, il suo paese Vivo d’Orcia – ricorda Irene –. Ha dato tanto a questa città, a chiunque l’abbia conosciuto. Nessun funerale, quando potremo, una gran festa coi suoi ultimi quadri, i più belli, che ha dipinto nel suo studio fino all’ultimo, sognando, inventando, senza arrendersi mai. Sarà lì che, chi vorrà, potrà riabbracciarlo, col pensiero».
Spazio-cultura a Piombino, cioé Renzo Mezzacapo, 75 anni, da sempre alla guida dell’associazione culturale che ha fondato nel 1973: Centro arti visive poi Accademia dei Ravvivati e quindi Artisti-ca.
Nel 2012, per una grave malattia, interrompe l’attività che poi riprende non solo davanti alle tele ma pure pubblicando un romanzo storico-filosofico nato proprio superando il momento di sofferenze e cure.
Per un’infinità di anni, artista a livello europeo e spirito motore delle arti visive sin dal 1972 con l’avvio della collaborazione con la biblioteca comunale come esperto d’arte e, tramite la sezione arti visive del Circolo Italsider. Poi in regia di tante iniziative e premi. Presidente dell’associazione culturale “Artisti-ca” con sezione Crossroad Music Lab ( “patria” dei figli Irene e Marco). Appassionato nelle polemiche, rigorosamente culturali, a cui ha creduto fino in fondo. Appassionante per tutti, tanto che l’ha convinta a pubblicare libri di poesie (ricchi d’emozione) persino la moglie Abria Tavanti che pur avendo cresciuto come docente generazioni di ginnaste piombinesi è sempre stata una persona tanto bella quanto riservata.
Poi la leucemia, vissuta continuando a lottare «come un leone, il Re leone, uno dei soprannomi del babbo... Mi viene da sorridere – riprende Irene – niente faceva presagire quanto accaduto. Una trasfusione al mese e guardava avanti. Siamo stati insieme a casa fino alle ultime cure palliative a Villamarina. Come il leone si è addormentato... Ci era appena arrivata la critica di una delle più grandi riviste di settore dove viene menzionato tra i più importanti pittori figurativi italiani contemporanei, glielo abbiamo detto... ma non c’era già più. Il padre migliore che potessimo avere, perché nonostante i suoi difetti e le sue contraddizioni, ce l’ha sempre messa tutta. Così faremo noi». La moglie Abria, i figli Irene e Marco, il fratello Leonardo ringraziano i medici Massimo Campana, Fabio Pini, Francesco Dargenio, Domenico La Malfa, Donato Calogero, Paolo Fuligni, Riccardo Cartei «per l’affetto e la professionalità dimostrata nella cura di babbo – dice Irene –. Grazie a tutto il personale medico e sanitario dell’ospedale di Piombino che si è sempre prodigato con grande sollecitudine e capacità professionali». Renzo Mezzacapo sarà cremato e quando possibile “tornerà” a Vivo d’Orcia, suo posto del cuore insieme a Piombino dove comunque lascia molto dei suoi progetti insieme ai cieli blu. –
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