Il Tirreno

«Nessun decreto del governo vieta le passeggiate»

Adriano Bruschi

Spiagge e parchi pubblici chiusi dal sindaco Adriano Bruschi parla di «atto inutile» 

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L’INTERVENTO

L’eccezionalità del momento è presente a tutti e ciascuno deve fare il possibile per evitare che il contagio si diffonda. Allo stesso tempo però va ribadito che i provvedimenti di limitazione delle libertà personali e l’azione delle forze dell’ordine devono essere limitati al contenimento del virus. Le autorità si dovrebbero preoccupare solo di evitare assembramenti che a Piombino non mi sembra proprio che ci siano (...).

Non c’è il divieto di passeggiata. Non è previsto in nessuno dei decreti firmati dal ministero della Salute o dal governo. Lo confermano all’inizio fonti del Viminale che hanno interpretato il Dpcm 11 marzo. La stessa Protezione civile spiega che non esiste un divieto di passeggiata, ma un forte invito a restare a casa. Per il Viminale «le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato. Se volete passeggiare, fatelo per andare a fare la spesa o in farmacia o se andate al lavoro o dal medico o per l’attività sportiva o motoria all’aperto».

Dunque si insinua una sottile lama che rende interpretabili comunque i provvedimenti e le interpretazioni possono arrivare addirittura a negare l’ora d’aria che si concede anche ai carcerati. Si fermano singoli o coppie che passeggiano su un lungomare semideserto invitandoli ad andare a casa, si vorrebbe impedire di sostare su una panchina, su una scogliera o su una spiaggia, anche stando a debita distanza. L’autorità pubblica si fa forte nonché etica, che vede e provvede per tutti noi, che previene il rischio di un sovraffollamento per proteggere la nostra salute, dando per scontato che altrimenti noi non saremo capaci di autoregolarci. Questo è il significato di chiudere i parchi o addirittura le spiagge al pubblico. È un atto inutile: non ci sono fenomeni di assembramenti in questi giorni e poi basterebbe intervenire per evitarli, ma si mette in atto un modello paternalistico che spinge al limite estremo il potere dello Stato sui cittadini, alimentato dalla paura. —

Adriano Bruschi



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