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Magona, positivo operaio di una ditta: l’azienda decide di chiudere fino al 24
Jsw e Dalmine vanno avanti nel rispetto del protocollo. L’Ugl chiede lo stop immediato di tutte le fabbriche
Un operaio di una ditta che si occupa dell’imballaggio dei rotoli di lamiera in Liberty Magona è risultato positivo al tampone del coronavirus. L’uomo, un follonichese, è ora ricoverato in ospedale a Grosseto, e le sue condizioni non sono considerate gravi. Tutto ciò ieri ha portato l’azienda a «decidere in accordo con le organizzazioni sindacali – si legge in una nota – di sospendere precauzionalmente l’attività produttiva al fine di garantire la salute dei propri dipendenti, da mercoledì 18 a martedì 24 marzo».
L’azienda nella nota spiega anche che «nel corso del periodo della fermata si continuerà l’attività di sanificazione già intrapresa nei giorni scorsi e proseguirà la stretta collaborazione con gli enti preposti per limitare al massimo i disagi e i rischi per i dipendenti. La gestione del personale – è la conclusione – avverrà secondo quanto previsto dal Protocollo condiviso del 14 marzo». I lavoratori dunque sono in ferie, e riprenderanno le loro attività mercoledì 25 marzo.
Quello dell’operaio di una ditta al lavoro in Magona si è trattato dell’unico caso di positività al coronavirus della giornata: dal Comune è infatti arrivata anche la segnalazione di una 62enne di Riotorto, ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Livorno, e in serata di un 39enne, familiare di un caso già riconosciuto e quindi già in quarantena preventiva, e un altro paziente di 58 anni che, dalle ricostruzioni eseguite dal dipartimento di Igiene pubblica, al momento non risulta collegato a nessun precedente già riconosciuto. «L’Asl sta ricostruendo – dice un comunicato – i contatti avuti nei giorni scorsi. Il dipartimento di Igiene pubblica sta approfondendo i contatti diretti e provvederà ad avvertire le persone in questione. Quindi, il numero dei contagi sale a 11 e le persone attualmente in quarantena preventiva, come disposto dalle ordinanze di Asl, sono una quarantina. In totale, comprese le quarantene completate, si tratta di 80 cittadini piombinesi».
Tornando alla situazione delle fabbriche, si continua invece a lavorare in Jsw e Dalmine. Fim, Fiom e Uilm hanno fatto una valutazione decidendo di andare avanti nelle realtà dove si rispetta il protocollo, di cui appunto si pretende la rigida osservanza, con valutazioni e verifiche che verranno effettuate nei giorni a venire.
Non è d’accordo l’Ugl, secondo cui «le fabbriche piombinesi vanno immediatamente chiuse almeno fino al 27 marzo, per cercare di evitare che il contagio si diffonda all’interno e poi possa uscire fuori, mettendo in pericolo i lavoratori e le loro famiglie. Le fabbriche piombinesi non producono beni primari ed essenziali per il Paese – scrive l’Ugl in una nota – Siamo nel pieno di una pandemia terribile, è quindi necessario fermare le fabbriche in modo preventivo, per salvaguardare i lavoratori diretti e gli indiretti, come quelli delle ditte esterne che si occupano delle mense e delle pulizie, che sono particolarmente esposte. E pensiamo anche agli addetti alla vigilanza che devono misurare la temperatura a tutti i lavoratori agli ingressi e che sono molto esposti a situazioni di pericolo».
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