Gioco
Trasporti sanitari e tante attività sociali Auser punto di riferimento per gli anziani
I volontari si occupano anche di compagnia domiciliare alle nonne sole, e i soci sono 416 in aumento rispetto all’anno scorso
Manolo Morandini / s. vincenzo
«Le persone aspettano sempre di andare in pensione prima di affacciarsi alla nostra associazione».
Parte da qui Franco Nencioni per farci entrare nel mondo di Auser San Vincenzo. È vero che la cifra delle proposte è tagliata sulla terza età ma la spinta, che è pure la promessa mantenuta per chi si affaccia nella sede di via Pertini, è la socialità. Quel farsi comunità e prossimi per sorridere alla vita e alleggerire le fatiche del quotidiano. È così che iniziative semplici ogni settimana riescono a far incontrare decine di persone. Si gioca a tombola e si finisce per sentirsi meno soli. Nascono amicizie. Si riallacciano fili di conoscenze della gioventù.
«La nostra associazione si è costituita nel 2003 e ad oggi conta 416 soci, ne abbiamo 35 in più rispetto allo scorso anno. Ma quelli attivi sono 24, tra chi garantisce i servizi di trasporto sanitario e chi le altre attività». I numeri rischiano di offuscare le storie d’impegno e passione, ma sono una base da cui partire per dare una dimensione all’esperienza. «Ogni mese in media svolgiamo attività per circa 500 ore, solo il ritrovo settimanale per la tombola a cui partecipano una quarantina di soci dura tre ore e comprende anche una merenda». Il volto di Auser San Vincenzo è quello sorridente e determinato di Vittoria Bertoncini. «Lei è la nostra socia storica _ sottolineano a una voce dal direttivo _, è stata una delle fondatrici e ancora oggi a 83 anni è una delle persone più attive. Si occupa anche della segreteria generale».
Dei 24 soci attivi undici curano il trasporto sociale. L’associazione ha due auto con cui garantisce gli spostamenti agli associati nelle strutture sanitarie della Toscana a fronte di un minimo rimborso spese che «non è previsto se la persona ha un Isee inferiore a 8.600 euro», dice Nencioni.
Che aggiunge: “Abbiamo un gruppo di 10 volontarie che a coppia garantiscono la compagnia domiciliare a dieci persone anziane che non hanno la possibilità di uscire da casa. Una volta alla settimana, per due ore, riescono a far sentire questi anziani meno soli».
Piccoli semi. Nessuno ha la pretesa di cambiare il mondo, ma di alleggerire i pesi della quotidianità alle persone vicine questo sì. Che sia la solitudine, la difficoltà a fare la spesa o a spostarsi per un esame medico. E il venerdì mattina con la cooperativa Cuore Liburnia alcuni soci fanno animazione al Centro diurno di San Vincenzo.
«Da gennaio abbiamo iniziato anche un’attività di movimento in musica, non si tratta di ballare ma di avere un’occasione per fare un po’ di esercizio fisico - racconta il presidente Nencioni -. E da ottobre a maggio per tre volte alla settimana per un’ora, grazie a una nostra associata che è istruttrice, organizziamo un corso di attività fisica in palestra. Quest’anno sono quaranta le donne che vi partecipano».
Ma le occasioni per stimolare incontri e passioni sono anche altre.
Tra le novità c’è la biblioteca interna che conta diverse centinaia di libri. «All’inizio è partita in sordina, ma adesso c’è un continuo passaggio di libri tra i soci che si sono appassionati alla lettura». Una volta al mese si fa spazio anche all’operetta. «Abbiamo iniziato a gennaio proiettando la “Vedova allegra” e la risposta è stata positiva».
Ci sono poi le conferenze, in genere con medici che trattano argomenti specifici della terza età. E le gite sociali. «Ne facciamo due all’anno. Se sarà possibile il 3 maggio vorremmo andare a Monte Oliveto Maggiore e San Galgano». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
