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«Dal porto non si passi»: i sindaci dell'Elba chiedono l’attivazione dei varchi
Coronavirus, nuova richiesta inoltrata alla Prefettura e al Ministero dei trasporti Zini: «Il personale della security portuale deve essere affiancato dalla polizia»
PORTOFERRAIO. Saranno ristrette ulteriormente le possibilità di ingresso all’Isola d’Elba dal porto di Piombino per tutelare l’isola dal contagio da Coronavirus. In questi giorni le richieste in tal senso si sono fatte sempre più pressanti e, come ha spiegato il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini, è stata valutata anche l’ipotesi di chiedere ed ottenere dal Ministero un decreto per fare come la Sardegna (seguita ieri dalla regione Sicilia), con chiusura totale degli ingressi. Varie possibilità quindi sono state messe sul tavolo ed esaminate da amministratori ed enti preposti.
L’ipotesi che sembra più probabile ed attuabile e a cui l’unità di crisi sta lavorando in queste ore è quella di una riattivazione dei varchi a Piombino da fare in coordinamento con le forze dell’ordine. «Perché non basta chiudere i varchi per esser a posto – ha spiegato il sindaco – ma è necessaria la presenza di ufficiali di polizia che controllino le persone che arrivano sul porto e intendono imbarcarsi per l’Elba. Le devono controllare una ad una. Il personale della Security portuale non può rispedire indietro nessuno».
È probabile che l’attivazione dei varchi possa essere fatta al più presto, e nella giornata di ieri l’Autorità di sistema portuale e la prefettura si sono coordinati proprio sulle modalità dello svolgimento dei controlli. Da molte parti nelle ultime ore è stata chiesto un provvedimento di questo tipo, l’attivazione di un filtro importante sul porto di Piombino per evitare ingressi a rischio e senza le comprovate motivazioni di carattere professionale, legate alla salute, a ragioni di dimostrabile necessità o al raggiungimento della residenza o del domicilio. «Con queste nuove procedure se non ci sono questi requisiti non si potrà imbarcare per l’isola d’Elba – ha spiegato Zini – è un rafforzamento per tutelarci in questa emergenza Covid-19. D’altra parte non potevamo chiudere totalmente il porto, perché devono passare i mezzi che garantiscono l’approvvigionamento dell’isola e garantire l’arrivo del personale sanitario dal continente. L’Elba fruisce di un pendolarismo importante che esclude la possibilità di un blocco totale del traffico».
E proprio per questo nei giorni scorsi, in seguito alla riduzione delle corse, il sindaco si è mosso per una rimodulazione degli orari in considerazione di queste esigenze. «L’attivazione dei varchi – ha ribadito Zini – è un ulteriore elemento di garanzia per i controlli nei confronti delle persone che, comunque, nell’ambito di quanto prevede la norma possono arrivare all’Elba. Abbiamo la necessità di far arrivare obbligatoriamente pendolari che lavorano sull’Elba, che vengono da Piombino e anche da Livorno perché non possiamo permetterci che in questo periodo l’ospedale rimanga sguarnito».
Intanto sul porto di Piombino sono già presenti controlli da parte delle forze dell’ordine. La guardia di Finanza è presente con tre finanzieri per turno che dalle 5 alle 24 controllano i passeggeri in viaggio per l’Isola d’Elba. Possono passare solo coloro che dimostrano reali motivazioni di salute, necessità o lavoro.
Antonella Danesi .
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